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Più di 7 ore di viaggio, cappelliere legate col fil di ferro e due cambi: l’odissea di un pullman Palermo-Modica
13 Gen 2020 16:01
Parlare di odissea è un pallido eufemismo, ma non sapremmo come definire altrimenti “l’avventura” patita, loro malgrado, dai passeggeri di un pullman Ast partito ieri pomeriggio alle ore 18.15 da Piazza Politeama a Palermo e con destinazione Modica, arrivo previsto alle ore 22.30. I passeggeri, invece, sono riusciti a far rientro in città solo alle ore 1.35 della notte.
Alla partenza, tutto come previsto: il pullman parte da Palermo e il viaggio non subisce grossi problemi. Anzi, i passeggeri hanno raccontato di aver visto arrivare “gli autobus nuovi, quelli neri” e di viaggiare piuttosto comodamente.
Arrivati a Gela, però, un guasto al pullman. Certo, il disagio c’è, ma fino a qui ci può anche stare. Sono cose che capitano. A Gela, dunque, i passeggeri sono costretti a scendere e prendere un altro mezzo. Il secondo autobus, quello di riserva, non è certo come il primo: “un carro bestiamo”, è stato definito, con il fil di ferro a tenere le cappelliere porta bagagli per evitare che questi rovinassero lungo il corridoio. Arrivati a Vittoria, però, la beffa: anche il secondo autobus, “il carro bestiame”, l’autobus sostitutivo, si rompe per un guasto.
A quel punto, erano già le 00.50 e molti passeggeri iniziano a protestare e a lamentare, tra l’altro, il fatto di restare al freddo e in mezzo ad una strada in una notte così gelida. Per sicurezza, vengono chiamati anche i carabinieri, che scortano i passeggeri e l’ulteriore pullman sostitutivo. Finalmente, all’1.35 del mattino, dopo 7 ore e 20 di viaggio, si arriva a destinazione: Modica.
Un’odissea. E’ questa, la Sicilia del futuro così tanto decantata? I problemi ci sembrano sostanzialmente sempre gli stessi da anni. Tra l’altro, bisogna dire che al momento l’autobus di linea, a causa di alcuni lavori all’uscita autostradale per Caltanissetta, è costretto a deviare e ad allungare ulteriormente il tragitto. La via in questione, infatti, è percorribile al momento solo in auto, ed è interdetta, invece, ai mezzi pesanti. “Se cade un altro ponte fra Catania e Palermo, resteremo completamente isolati”, conclude, mestamente, un passeggero. Ed è la verità.
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