A VITTORIA GIUSEPPE NICOSIA “SPALANCA” LE PORTE A SINISTRA UNITA CON VENDOLA

Giuseppe Nicosia, candidato sindaco di Vittoria, è intervenuto a proposito dell’ipotesi di un possibile accordo per il governo della città con la lista Sinistra Unita con Vendola.

“Ci possono unire le tematiche più importanti, ha dichiarato Nicosia, quali la raccolta differenziata, la difesa dei beni comuni, la promozione dei referendum e la salvaguardia del Mercato Ortofrutticolo di Vittoria rispetto al Maas di Catania”.

Il sindaco uscente ha dichiarato poi di invidiare positivamente alla sinistra vittoriese “i giovani, i quali sono portatori di grandi ideali e hanno alto il senso della legalità e sono artefici di un sano movimentismo”. E non ha dubbi sul fatto che sarebbe bello unire ciò che cinque anni fa è stato diviso. E Nicosia svela anche un segreto sul possibile accordo organico, che costituirebbe la realizzazione di una «promessa fatta a Nichi Vendola», (forse in occasione della sua visita a Vittoria?). Ma, a scanso di equivoci e di fughe in avanti, è bene precisare che l’accordo che non è stato ancora chiuso e che si sta lavorando su una piattaforma programmatica in prospettiva.

Il candidato sindaco ritiene, in ogni caso, che “un’alleanza dovrebbe essere nelle cose, in linea con il percorso nazionale del centrosinistra unito”. Nicosia di un fatto è certo: “Non cerco un’alleanza aritmetica e di comodo. Auspico, invece, un’alleanza coerente e razionale, con battaglie comuni e con programmi comuni. A differenza degli inciuci che cerca Incardona”.

Intanto, i Giovani Comunisti commentano Il successo della lista “Sinistra Unita con Vendola” come il successo di un processo di unità a sinistra. Questo processo unitario, si legge nella nota, è stato portato avanti in condizioni paritarie da Sinistra ecologia e libertà e dalla Federazione della Sinistra. L’appello è di costruire l’alternativa ad Incardona e ad Aiello, anche se la sinistra “non è in svendita per qualche posticino di governo, nell’incontro con la delegazione del PD non si è discusso nè di organigrammi né di posti di governo”.

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