PER I RECENTI RITROVAMENTI DI RESTI FOSSILI DATATI

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Missione scientifica museale in Madagascar per sopralluogo a fini paleontologici di Gianni Insacco, curatore scietifico del Museo di Scienze Naturali di Comiso.

“Nel quadro della internazionalizzazione  delle finalità scientifiche e museali del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso – spiega Insacco -, confermato negli ultimi anni dalle collaborazioni con altri istituti di ricerca e, a seguito di contatti personali intrapresi con alcune persone italiane che risiedono in  Madagascar da una decina di anni, sono pervenute diverse segnalazioni di interessanti e alquanto rari ritrovamenti di resti fossili di vertebrati in noduli fosfatici datati al permo-trias (ultimo periodo dell’Era Paleozoica e inizio Era Mesozoica) contenenti diversi resti di piccoli rettili acquatici  di dubbia classificazione che, per tale motivo, meriterebbero un approfondito studio in loco.

Oltre a questi resti paleontologici, ve ne sono altri di nuovi, recentemente rinvenuti, verosimilmente dinosauri, pesci, testudininati, etc., presso altri depositi  che rivestono molto probabilmente importanza di giacimento fossilifero”.

“La missione – continua Insacco – dovrà essere  rivolta soprattutto al rintracciamento del materiale paleontologico nei siti dislocati a nord e a sud del Madagascar, nonché a tutte quelle informazioni di carattere geologico e stratigrafico, ma anche ad intraprendere contatti con le autorità locali (Università, Ministero  e Consolato) per una seconda missione scientifica e/o per eventuali sviluppi futuri. Se i dati, a fine missione risulteranno positivi, potranno essere utili per la redazione di uno studio preliminare da pubblicare nella nuova rivista del nostro museo”.

Insacco è già partito ieri e resterà in Madagascar fino al 10 febbraio prossimo.

“Si tratta di una missione scientifica importante  – commenta l’assessore alla Cultura Maria Rita Schembari – sia perché  contribuisce  alla conoscenza e all’ampliamento museologico del nostro museo civico sia perché gratifica e rende nota la nostra città e lo stesso Insacco, cui si deve in magna pars l’esistenza del museo di scienze naturali di Comiso,  in terre così lontane. Per il nostro curatore scientifico è un’occasione preziosa per acquisire nuove esperienze scientifiche che potrà mettere proficuamente a frutto al ritorno”. 

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