AVVIATI QUATTRO IMPORTANTI PROGETTI A CARATURA NAZIONALE

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L’assessore alle Politiche Sociali della provincia regionale di Ragusa, Piero Mandarà, traccia un bilancio del lavoro svolto dall’atto del suo insediamento, avvenuto un anno e mezzo fa, assieme ad alcune considerazioni di carattere politico: “Quando mi sono insediato la spesa del mio assessorato superava la somma messa a disposizione nei vari capitoli. La prima cosa che ho fatto è stato ‘razionalizzare’, pur mantenendo i servizi. Ho cercato, innanzi tutto, di attenzionare ogni settore, a partire da quello sulla disabilità. ‘Progetto disabilità’, ad esempio, è uno sportello che con figure professionali di livello è diventato punto di forza per tutta la provincia”.

“Poi – continua l’assessore Mandarà – mi sono dedicato alla questioni di genere. Con il ‘Centro Servizi Donna’, infatti, si vuole favorire, tramite servizi formativi, un percorso di lavoro per quelle donne con disagi di tipo familiare o psichico. Anche in questo settore emergono figure di grande professionalità. Un altro sportello di primaria importanza è quello della ‘Mediazione familiare’, vero fiore all’occhiello dell’ente Provincia, diventato in poco tempo punto di riferimento a carattere nazionale.

Infine la problematica immigrazione. Lo sportello immigrazione ha uno staff di operatori di madre lingua, pronti ad aiutare per qualsiasi problema i loro connazionali. Abbiamo, inoltre, iniziato, in via sperimentale, il tirocinio formativo per i giovani (il bando partirà a gennaio) con cinque borse-lavoro”.

Abbiamo chiesto all’assessore Mandarà, di spendere qualche parola per la verifica in atto alla Provincia: “La verifica è in una fase di stallo a causa di alcune problematiche che fanno riferimento ad alcuni dei comuni coinvolti, vuoi per la scissione di alcuni partiti, vuoi per gli scontenti della politica”. A proposito di verifiche. Si dice che Mandarà abbia chiesto la verifica anche a Santa Croce, suo comune di residenza.

 “Chiariamo una volta per tutte la questione: durante una trasmissione via web, è stato il consigliere di maggioranza, ex An, Francesco Agnello, a dirsi disponibile a un nuovo patto di azione amministrativa. Non posso non essere d’accordo con lui. Voglio ribadire, altresì, che appoggio questa amministrazione. Forza Italia ha contribuito con l’80% dei voti di coalizione alla riconferma di questo esecutivo. Un esempio pratico? L’assessore Maurizio Allù, da noi, è stato il primo degli eletti in Consiglio Comunale con oltre 400 voti. Ricopre questa carica su mia indicazione e dopo il mio approdo in Provincia. In questa frase storica, non manca solo il dialogo ma anche l’attività politica, che non può rimanere solo dentro il Palazzo. Manca il coinvolgimento della gente. Non c’è più la politica di una volta, né i dirigenti di partito. Non è un rimprovero, ma una semplice constatazione. La politica attraversa una forte crisi di identità”.  

Voci di popolo dicono che i Mandarà hanno le chiavi della città, e sarà Piero uno dei prossimi candidati a sindaco. Potrebbe essere una delle cause della fine del dialogo con l’amministrazione? “Siamo in politica da anni. Io sono stato eletto consigliere comunale all’età di diciotto. Viviamo il territorio, per alcuni siamo diventati punto di riferimento, ma queste chiacchiere hanno fatto un danno notevole. Nessuno ad oggi mi ha chiesto di candidarmi. Se mai me lo chiederanno, deciderò di conseguenza. A volte si mette in campo una candidatura solo per bruciarla”.

Alla fine di questa discussione non poteva mancare di porre la questione Mediale, e la richiesta di un consiglio comunale aperto: “Bisogna assumere una posizione chiara. Per quanto sia spinosa. Bisogna sottoporla sia ai cittadini che alle parti sociali, per arrivare ad una soluzione condivisa. Per quanto il risultato possa essere discutibile, sarà comunque una soluzione condivisa. Non si può ancora una volta mettere le mani in tasca ai cittadini”.

 Intervista raccolta da Pina Cocuzza                                                              

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