IL TAR SICILIA DECIDE NO ALLA CACCIA NEI SITI DI IMPORTANZA COMUNITARIA

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Viene accolto dal TAR di Palermo il ricorso presentato da Legambiente Sicilia e dall’Associazione MAN (Associazione Mediterranea per la Natura) riguardo la caccia nelle isole minori, nei siti di importanza comunitaria, nelle zone di protezione speciale e nelle rotte di migrazione.

I mesi scorsi hanno un visto un alternarsi continuo di incontri da parte delle due associazioni ambientaliste con gli assessori Bufardeci e D’Antrassi per poter definire un calendario venatorio moderno e rispettoso delle indicazioni fornite dall’ISPRA – Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale – e dallo stesso Assessorato Regionale Territorio e Ambiente per la Tutela dei Siti Natura 2000.

A nulla sono serviti questi incontri visto che l’Assessore D’Antrassi, non appena insediatosi, ha caratterizzato la sua azione con provvedimenti abnormi come l’apertura della caccia nel SIC-ZPS dei Pantani della Sicilia Sud Orientale, rievocata solo successivamente.

«La recente ordinanza del TAR è molto importante – afferma Angelo Dimarca Responsabile Regionale del Dipartimento Conservazione Natura di Legambiente Sicilia – perché fissa precisi paletti per una corretta pianificazione del prelievo venatorio ed una rigorosa regolamentazione della caccia nel rispetto di criteri tecnico-scientifici, delle direttive comunitarie e delle prioritarie esigenze di conservazione della fauna selvatica».

«Va inoltre stigmatizzato – continua – il fatto che l’Assessorato Regionale alle Risorse Agricole in questi anni non abbia curato l’adeguamento dei calendari venatori alle direttive europee e soprattutto l’aggiornamento del Piano Regionale Faunistico Venatorio, facendo precipitare quest’anno il settore nel caos più assoluto con una successione schizofrenica di provvedimenti, tutti censurati dal TAR e dal CGA.

Gli Assessori all’Agricoltura hanno continuato a emanare calendari venatori ispirati a mere logiche di opportunità politica disattendendo anche previsioni di

legge, Direttive Comunitarie, decisioni del TAR, del CGA, del Consiglio di Stato e della Cassazione Penale».

Divieto di caccia assoluto dunque (ancorché temporaneo) nei siti di importanza comunitaria e la regione condannata a pagare a Legambiente e all’Associazione MAN le spese legali stimate in oltre mille euro. (m.c.)

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