Zona rossa a Niscemi: edifici destinati alla demolizione. Il piano da 75 milioni

A Niscemi gli immobili ricadenti nella zona rossa saranno demoliti e le aree liberate non potranno più essere edificate. È quanto emerge dal piano elaborato dalla Protezione Civile per affrontare l’emergenza causata dalla frana che ha colpito il territorio, costringendo centinaia di cittadini a lasciare le proprie abitazioni.

Il documento ufficiale traccia uno scenario pesante per il futuro urbanistico dell’area: gli edifici considerati a rischio elevato verranno abbattuti e il terreno risultante dovrà rimanere libero da nuove costruzioni. Una decisione drastica ma ritenuta necessaria per garantire la sicurezza pubblica.

La delimitazione definitiva della zona rossa è ancora in fase di aggiornamento sulla base delle indagini geologiche e geotecniche in corso, dei monitoraggi strumentali e degli studi sulla pericolosità del territorio. Nel frattempo, le misure previste dal piano vengono applicate alle aree attualmente considerate ad alta criticità.

Dopo la recente riduzione della zona rossa, i cittadini evacuati sono circa 500, ma la situazione resta in continua evoluzione. La Protezione Civile sottolinea infatti che la mappatura potrebbe essere modificata con successivi provvedimenti tecnici, in base ai risultati delle verifiche ancora in corso.

Sul fronte economico, il piano prevede cifre imponenti. Per le demolizioni degli immobili saranno necessari circa 5 milioni e 800 mila euro. Altri 15 milioni e 800 mila euro serviranno invece per il trasporto e lo smaltimento dei materiali di risulta. Complessivamente, l’intervento nella fascia di sicurezza di 50 metri richiederà circa 22 milioni di euro.

Ancora più consistente il capitolo dedicato alla delocalizzazione delle famiglie coinvolte. La disponibilità economica prevista per i contributi ammonta infatti a 53 milioni di euro, anche se gli importi definitivi saranno stabiliti soltanto dopo la completa identificazione degli immobili interessati e la redazione delle schede tecniche specifiche per ciascun edificio.

La Protezione Civile precisa inoltre che tutte le stime economiche sono suscettibili di variazioni, proprio perché dipendono dall’esatta perimetrazione finale dell’area interdetta e dal numero effettivo di immobili coinvolti.

Dal piano restano esclusi gli edifici abusivi, quelli privi di legittimità urbanistica e gli immobili che hanno già beneficiato di eventuali contributi pubblici.

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