“ZERO WASTE”: UNA SFIDA PER IL FUTURO

Strategie di gestione e riduzione dei rifiuti: se ne è parlato nel workshop “Zero Waste”, organizzato dal comune di Ragusa e che si è tenuto a Ibla presso l’auditorium S. Vincenzo Ferreri.

Numerosi gli interventi che si sono succeduti durante il convegno e svariati i temi affrontati, come quello della comunicazione delle  sull’argomento, su cui si è soffermato Emanuele Burgin, presidente del coordinamento nazionale Agenda 21 Italia- L’aspetto della comunicazione è fondamentale; si deve parlare con i cittadini- afferma- e come enti locali abbiamo il dovere di farlo. Affinchè le politiche di gestione dei rifiuti abbiano successo, occorre che gli enti locali giochino per intero il loro ruolo-.

Emanuele Burgin è anche assessore all’ambiente della provincia di Bologna, una città che da anni pratica la raccolta differenziata. – Non siamo tra i più bravi in Italia- afferma Burgin- mediamente abbiamo il quaranta per cento con punte del settantacinque-ottanta nei comuni virtuosi, con un’enorme fatica nel centro storico di Bologna, dove le problematiche sono tante-.

Ma come si possono coinvolgere i cittadini per contenere i costi e migliorare la qualità delle raccolte?

“La gestione dei rifiuti oggi non può non passare attraverso il coinvolgimento dei cittadini -sostiene Roberto Cavallo, presidente AICA-  è l’unica cosa che lega ormai il cittadino all’amministrazione comunale.

Il cittadino deve aumentare quella che si chiama la sensibilità della sorgente; se, per esempio, si deve acquistare una bevanda, è bene scegliere un prodotto contenuto in una bottiglia riciclabile o riutilizzabile. Ciò diminuisce la produzione di scarti. Il secondo momento è quello della raccolta: meglio si fa, più facile diventa riciclare i rifiuti anche per l’industria. Questi due momenti consentono di ridurre i costi”.

Fabio Ferreri, direttore Ato Ragusa ambiente, si è invece soffermato sulle nuove frontiere dei rifiuti all’interno della gestione integrata. “La fase organica del rifiuto può passare prima attraverso la digestione anaerobica: il vantaggio di questo trattamento è trarre dal rifiuto organico, il biogas che può portare alla produzione di energia elettrica. La pirolisi invece è un trattamento termico non ossidativo della fase residuale del rifiuto, che viene volumetricamente ridotto. La provincia di Ragusa è l’unica in Sicilia ad avere due impianti di compostaggio. In anteprima, posso dire che l’impianto di Ragusa dovrebbe partire a giorni. Inoltre, Ragusa fa parte, insieme a Messina e Palermo, di un tavolo tecnico: da qui a una decina di giorni, presenteremo alla Regione uno studio di fattibilità su un impianto di pirolisi”.

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