Un intervento d’urgenza estremamente delicato ha segnato un importante passo avanti per la sanità siciliana. All’ospedale “Guzzardi” di Vittoria, l’équipe dell’Unità operativa complessa di Oculistica, diretta dal dottor Alberto Belluardo, ha operato un paziente arrivato in Pronto soccorso con una grave perforazione corneale su un precedente trapianto, aggravata dalla presenza di un descemetocele, una condizione […]
VITE DISTRUTTE
16 Feb 2013 20:38
Dall’inizio dell’anno 2012 ad oggi, i suicidi in carcere sono stati oltre 55 e… se ne parla poco. Molte persone al di là del muro di cinta, si domandano perché alcuni detenuti si tolgono la vita. Invece, molti detenuti, al di qua del muro, si domandano quale motivo hanno per non togliersi la vita. Da un po’ di anni a questa parte, infatti, la cosa più difficile in carcere non è morire, ma vivere. I detenuti vengono controllati, osservati, contati, ogni momento del giorno e della notte, eppure riescono facilmente ad uccidersi. Diciamoci la verità: una notizia di questo tipo fa scarso eco. Questo accade perché la grandissima maggioranza di loro è costituita da individui disperati, “poveri cristi”, immigrati, tossico- dipendenti, disoccupati e analfabeti. Quello che questa “gentaglia”, questa “spazzatura umana” chiede è semplicemente un’altra possibilità per dimostrare come è possibile cambiare e redimersi. Tutto ciò è lontana dalla logica degli slogan “Tutti dentro” e “Certezza della pena” con cui i partiti più forcaioli, hanno vinto e possono vincere le prossime elezioni. Quel che serve veramente nelle carceri italiane è la possibilità di pene alternative che diano la chance ai detenuti di imparare un mestiere creando le basi per una vita alternativa, una volta oltrepassato il muro. Nella stragrande maggioranza dei casi, la morte in carcere è la conseguenza di uno stato emotivo eccessivamente pessimistico, che non guarda la soglia di se stesso. Sebbene gli sforzi dello Stato siano mirati alla prevenzione dei suicidi, questi stessi continuano a verificarsi. Infatti, ancora, l’Italia è fra i Paesi più condannati dalla corte europea dei diritti umani. Adesso chiudo, cari lettori, ringraziandovi per l’attenzione!
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