UN CARRELLO SPESA POCO RASSICURANTE. LE RIFLESSIONI DI DRAGO SUI DATI ISTAT


“Non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Sembra questo l’atteggiamento adottato nei confronti delle nostre aziende agricole.

Secondo le affermazioni di Giuseppe Drago, presidente provinciale della Cia-Confederazione italiana agricoltori- di Ragusa , i nostri agricoltori vedono divaricarsi sempre di più la forbice costo-ricavo. Tutto riconducibile alla crisi economica che coinvolge il Paese e i consumatori in prima linea.

Secondo il rapporto dell’Istat sulla situazione del Paese durante lo scorso anno, le famiglie, oggigiorno, sono costrette ad operare dei tagli considerevoli sul carrello della spesa: quattro famiglie su dieci hanno ridotto gli acquisti, il 60% ha modificato il menu e il 35% degli italiani ha ripiegato sull’acquisto di prodotti di qualità inferiore. Le riduzioni maggiori si registrano negli acquisti di carne, soprattutto bovina, pane, olio d’oliva e vino. Tutti beni di prima necessità, insomma.

L’altro dato rilevante, conseguenza diretta delle difficoltà dei consumatori, riguarda gli acquisti in senso stretto: gli hard discount registrano un aumento del 10% sulle vendite rispetto al 2009; gli acquisti di prodotti in promozione è diventata quasi una gara di velocità.

Certamente sono tutti  tentativi di affrontare la crisi face-to-face, tenendo conto della riduzione del reddito a disposizione di ogni famiglia. Ma dello stallo in cui versano gli agricoltori e gli allevatori, chi si preoccupa? È una sorta di “catena alimentare”: l’assenza di uno crea problemi all’altro; le carenze di uno si ripercuotono sull’altro. È per questo motivo che, Drago in prima persona lo sottolinea, si chiede al governo nazionale e a quello regionale di dare una spinta decisiva affinchè i consumi ritornino ad essere equilibrati. Affinchè ciò che da sempre costituisce il pilastro della nostra economia ritorni a costituire una garanzia per tutti.

 

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