Riparte un’opera attesa da anni nel territorio ibleo. L’ASP di Ragusa ha dato il via libera definitivo ai lavori per la realizzazione del Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di Pozzallo, con l’adozione della delibera n. 907 del 24 aprile. Un passaggio decisivo che consente di riavviare il cantiere dopo lo stop seguito alla risoluzione del […]
TRE GELESI INTENTI A RUBARE PESCHE CON DUE AUTO SORPRESI DAI CARABINIERI
31 Ago 2010 19:59
Nella nottata tra il 29 e il 30 u.s., i Carabinieri della Compagnia di Vittoria, impegnati nei consueti servizi di controllo del territorio finalizzati alla prevenzione e al contrasto dei reati contro il patrimonio hanno tratto in arresto tre soggetti sorpresi all’interno di un pescheto mentre stavano asportando i frutti dagli alberi. In particolare i Carabinieri della Radiomobile, impegnati in servizio perlustrativo nella contrada Linfanti, sorprendevano tre uomini che, dopo essersi inoltrati a bordo di due autovetture Fiat Punto, circa 50 metri all’interno di un fondo coltivato ad alberi di pesche, erano intenti ad asportarne i frutti raccogliendoli direttamente dalle piante.
All’arrivo dei militari, i malviventi, che avevano già riempito interamente la parte retrostante delle autovetture a cui avevano addirittura rimosso i sedili posteriori per creare maggiore capacità di trasporto, tentavano una fuga per i campi circostanti ma dopo un breve inseguimento venivano bloccati. I tre uomini, tutti residenti a Gela e risultati essere tutti pregiudicati per reati specifici, venivano identificati in Calabrese Emanuele, 40enne, disoccupato, Calabrese Rosario, 20enne, disoccupato e Ferracane Francesco, 19enne disoccupato, e quindi tratti in arresto dai Carabinieri della Radiomobile che ricuperavano complessivamente oltre 1000 (mille) Kg. di pesche già raccolte e sistemate nelle auto pronte per essere asportate.
La refurtiva del valore di circa € 500,00 veniva restituita al legittimo proprietario, imprenditore agricolo della zona. Al termine delle formalità di rito i tre arrestati venivano tradotti presso la casa circondariale di Ragusa e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria iblea davanti alla quale dovranno rispondere dei reato di furto aggravato in concorso. (Nella foto da sinistra: Calabrese Emanuele, Calabrese Rosario e Ferracane Francesco)
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