Terremoto Anffas Modica; i vertici nazionali scendono in campo

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Mentre sono stati fissati per domattina gli interrogatori di garanzia per le due persone finite ai domiciliari per la vicenda dei presunti maltrattamenti al centro diurno Anffas di Modica e per i destinatari delle misure interdittive, sono l’associazione nazionale e quella siciliana a intervenire in una lunga nota, pubblicata anche sui social media, a manifestare sconcerto per quanto sta accadendo e piena fiducia nella Magistratura. 

L’Anffas è l’associazione di famiglie di persone con disabilità intellettiva e relazionale che storicamente si occupa di assistenza. Tredici gli indagati nell’inchiesta condotta dal Nas di Ragusa con il coordinamento della Procura di Ragusa. Oltre alle due persone ai domiciliari, 5 operatori hanno avuto misure interdittive che riguardano il divieto di esercitare la loro professione e assistere disabili o soggetti fragili, 6 operatori sono indagati a piede libero. Contestati a due soggetti maltrattamenti materialmente messi in atto ma tutti ne rispondono in concorso per condotte omissive. Contestato anche l’esercizio abusivo della professione infermieristica per avere somministrato farmaci ma nella struttura non c’erano infermieri. Anffas nazionale e siciliana si costituiranno parte civile in un eventuale processo e stanno agendo per fare decadere dalle cariche associative i soggetti coinvolti. Ma l’appello è che famiglie e assistiti nom vengano lasciati soli. Ecco il testo integrale della “lettera” divulgata.

“Anffas Nazionale ed Anffas Sicilia apprendono con profondo sconcerto delle notizie relative all’indagine che coinvolge il Presidente ed alcuni giovani volontari in servizio civile dell’Anffas di Modica, nell’ambito della quale vengono contestate ipotesi di maltrattamento ai danni di persone con disabilità.

Nel pieno rispetto del lavoro della Magistratura e del principio di presunzione di innocenza, Anffas censura fermamente ogni condotta lesiva della dignità, dell’integrità e dei diritti delle persone con disabilità e prende la più netta distanza dai comportamenti contestati, radicalmente incompatibili con i valori, i principi e la mission associativa di Anffas.

La tutela delle persone con disabilità, della loro sicurezza e del loro benessere rappresenta da sempre per Anffas una priorità assoluta e inderogabile.

Non può esservi alcuno spazio per maltrattamenti e violenze e per chi se ne rende protagonista la tolleranza deve essere pari a zero.

Anffas Tutta esprime la propria vicinanza alle persone con disabilità coinvolte e alle loro famiglie e manifesta piena fiducia nell’operato dell’Autorità giudiziaria e delle Forze dell’Ordine, affinché venga fatta piena luce sull’accaduto e siano accertate tutte le eventuali responsabilità.

Gli Organi Associativi a livello Nazionale, regionale e locale, appresa la notizia, stanno tempestivamente adottando i provvedimenti atti a far decadere da ogni carica associativa e rapporto con Anffas i soggetti coinvolti in tali indagini, riservandosi di costituirsi parte civile in sede processuale.

Allo stesso tempo sarà richiesto agli Enti pubblici del territorio, a ciò preposti, di farsi carico di garantire, già a partire dal prossimo mese di settembre, i sostegni necessari affinché le persone con disabilità e le famiglie interessate del territorio non vengano lasciate da sole e totalmente prive di servizi essenziali”.

La preoccupazione manifestata da numerosi enti del terzo settore che operano nel territorio modicano è che le famiglie e i ragazzi e gli adulti assistiti fino a due giorni fa dall’Anffas di Modica, non abbiano più un punto di riferimento e non abbiano garantita una adeguata e necessaria assistenza. 

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