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Smog record a Ragusa, interviene il sindaco Cassì: “Numeri alterati dal cantiere”
09 Feb 2026 18:01
RAGUSA – Dopo la pubblicazione del rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, che colloca Ragusa al quarto posto in Italia per numero di sforamenti dei limiti giornalieri di PM10, interviene il sindaco Peppe Cassì per chiarire le ragioni del dato negativo che ha suscitato preoccupazione e polemiche in città.
“Il report ha certamente creato allarme – spiega il primo cittadino – perché mai Ragusa aveva fatto registrare un risultato così critico. Non a caso i media locali hanno parlato di uno schiaffo alle politiche ambientali cittadine”. Un dato che appare in netta controtendenza rispetto ad altre rilevazioni recenti: solo pochi mesi fa, infatti, ricorda il sindaco, Ragusa figurava tra gli otto capoluoghi italiani con una buona qualità dell’aria nel report Ecosistema Urbano di Legambiente relativo al 2025.
Secondo Cassì, la spiegazione è contenuta nella stessa indagine Mal’Aria di città 2026. La centralina Arpa che ha registrato i 61 sforamenti del PM10 è quella posizionata presso il campo di atletica di contrada Petrulli, area che nel periodo monitorato era interessata da importanti lavori di riqualificazione della pista.
“La centralina – sottolinea il sindaco – si è trovata di fatto all’interno di un cantiere, inevitabilmente caratterizzato dal sollevamento di polveri e dalla presenza di fumi. Il dato registrato è corretto dal punto di vista tecnico, ma probabilmente alterato da una condizione contingente che non rispecchia la reale qualità dell’aria respirata nel resto della città”.
Una precisazione che, secondo l’Amministrazione comunale, è necessaria per contestualizzare i numeri diffusi a livello nazionale e per evitare letture allarmistiche non aderenti alla situazione complessiva del territorio. Resta comunque alta l’attenzione sul tema ambientale, con l’impegno – ribadisce Cassì – a proseguire nel monitoraggio e nelle politiche di tutela della qualità dell’aria, anche alla luce dei nuovi e più stringenti limiti europei che entreranno in vigore dal 2030.
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