SI LAVORA SULLE BATTUTE INFELICI DEGLI AVVERSARI POLITICI

La situazione è seria, ma si può anche ridere. Riflettendo sul momento politico economico si vede nero, ma ci sono gli spunti per alleviare l’abbattimento e, in qualche caso, anche riprendersi. Senza dire che il buon umore potrebbe essere motore di una ripresa, soprattutto psicologica.

Come è acclarato da eminenti commentatori, l’Italia è diventata, non lo era, un paese alquanto strano, per non dire strambo. Soprattutto in campagna elettorale, il dibattito dovrebbe essere incardinato su contenuti e programmi, si perde, invece, il tempo a occuparsi della battuta infelice del rivale politico.

Si dovrebbero trovare soluzioni concrete prima di tutto per risanare una situazione economica ormai insostenibile, ci si balocca nella ricerca di improbabili alleanze che dureranno solo il tempo di una o due leggi approvate.

La colpa non è solo dei politici: secondo le valutazioni più pessimistiche, per intenderci quelle dei giornali vicino alla sinistra, l’arrivo di Balotelli al Milan potrà significare un incremento di voti dell’uno per cento, cioè di circa 400.000 voti, di cui solo 80.000 in Lombardia. Berlusconi sarà bravissimo, anzi lo è, in questo tipo di strategie, e se lo può permettere, ma constatare che l’Italia è questa, sinceramente non mi esalta come italiano.

Siamo in una situazione davvero critica: sul caso Monte Paschi, oltre a tutto quello che già si è detto e che si tenta di occultare con pacchiani infingimenti fatti di argomentazioni ridicole, grava il peso di un declino morale di indicibili proporzioni. Una volta gli esponenti del mondo bancario erano persone integerrime, oggi sono trattati, senza che nessuno riesca a poter prenderne le difese, come mariuoli di scarsa levatura.

Su di loro, e sullo scandalo, gravano le indagini di ben quattro procure e di un TAR che vuole verificare la legittimità degli aiuti di stato. E se lo scandalo non ha assunto aspetti biblici, lo si deve all’assenza, inspiegabile ma non troppo, di  contenuti di intercettazioni e verbali di interrogatorio sparsi sulla strada.

Come si diceva, i politici sono intenti a rintuzzare accuse e batture sagaci, situazioni come quella dell’Ilva, della Saipem, della Finmeccanica possono aspettare. O, forse, è il caso di dirlo, non hanno le capacità per capire la gravità della situazione, né tantomeno le capacità di trovare soluzioni.

Per chiudere un quadro dalle tinte così fosche, un posto merita il notevole calo di iscrizioni nelle Università: avete sentito qualche politico parlarne ?

Dicevo all’inizio che ci sono gli spunti per sorridere e cercare di riprendersi.

Ora ve ne dico una io: gli scandali nella sanità ci sono sempre stati, non è una novità, ma erano scandali ammantati di un non so che di elitario, di economicamente ricercato, erano coinvolti industriali del farmaco o multinazionali della tecnologia medicale. Venivi a sapere che c’erano in giro tangenti, ma apprendevi subito che avevano installato una TAC o una risonanza magnetica. Se c’erano farmaci di mezzo non era certo la tachipirina o il confetto Falqui: i ritrovati più nuovi e costosi giustificavano impegni particolari.

Oggi, e per giunta anche in Sicilia, veniamo a scoprire che un grosso scandalo che investe la sanità è basato sui pannoloni, che, come se non bastasse, dovevano essere distribuiti ai destinatari tipo elenchi telefonici.

La gara sarà stata turbata, ma quelli più turbati siamo noi per i particolari dello scandalo, di basso livello,  che certo non saranno oggetto di discussione nei salotti che contano, perché lì il galateo impone di non parlare di pannoloni.

Dicevamo ancora che i politici e i commentatori dovrebbero discettare di contenuti e di programmi, io stesso mi tuffo nella lettura dei giornali di destra e di sinistra perché questo vorrei trovare.

Trovi invece articoli che, alla fine, risultano anche imbarazzanti, ancora di più se l’appunto o il rilievo non è fatto contro gli avversari ma nei confronti di uno della tua parte: e il rilievo non è da poco.

In una campagna dove dominanti sono i temi di carattere economico o hai il Berlusconi della situazione che sa e disquisisce di tutto, televisioni, donne, banche, soldi, immobili, giustizia, imprese, e qui mi fermo, oppure se mandi avanti uno e dici che è il responsabile economico del partito (non il tesoriere ma l’esperto di economia) lo devi scegliere bene.

I temi economici riscuotono il mio interesse ma debbo dire che quando parla Fassina, il responsabile economico del Pd, se ho sete mi alzo e vado al frigorifero, non chiedo ai miei figli di portarmi un bicchiere d’acqua. Debbo constatare con piacere, ma senza cattiveria, che non sono il solo a pensarla così: un blogger, Riccardo Luna, su HuffingtonPost di oggi , tout court così si esprime: “La rete a volte sa essere impietosa, magari anche ingiusta, epperò manda segnali che è sempre bene ascoltare, decifrare per capire l’aria che tira e aggiornare la strategia. Quando va in tv il responsabile economico del Pd Stefano Fassina i segnali sono inequivocabili: più parla e più il Pd perde voti.”

E meno male che il Direttore della testata è Lucia Annunziata !

 

E per finire, a proposito delle battute a cui si da troppa importanza, il siparietto che coinvolge Monti e il PD:

Monti, che come gli italiani avranno potuto constatare, sarà un buon professore universitario ma un pessimo comunicatore, oggi se ne esce con una battuta palesemente frutto di abile strategia.

La battuta è : “Il Pd? Partito nato nel 1921”, (anno di fondazione del partito comunista), la strategia è postuma allo scandalo del Monte dei fiaschi, tende a rosicchiare voti alla destra, a Berlusconi e quindi, per simpatizzare con chi vuole conquistare, deve dare addosso a Bersani e alla sinistra in genere.

Perché c’è da ridere ? Perché come cartina al tornasole della tensione che c’è a sinistra, ci sono le risposte poco felici di gente come Franceschini o Letta, (“Ora Monti la smetta. Dire che il Pd è nato nel 1921 offende prima di tutto la sua intelligenza. Anche alla propaganda c’è un limite”, tuona Dario Franceschini. Ancora più duro Enrico Letta che parla di “deriva similberlusconiana” e di Monti senza scusanti che “Aiuta l’originale”).

Ma spicca il cinguettio di Gentiloni, addirittura etichettato come   –  #siamoseri  Gentiloni – :

“Questa del PD nato nel 1921 Monti se la poteva risparmiare. E’ come descrivere lui come un erede di Forlani. O di Almirante.”

Cioè, correggetemi se sbaglio, vorrebbe intendere, in linguaggio matematico:

PD : Partito Comunista  = Monti  :  Forlani   oppure

PD : Partito Comunista  = Monti  :  Almirante

Ho fatto i calcoli ma non funziona !

Perdonatemi, non ci vuole un professore di matematica, mi sembra una forzatura, se non è comicità questa, senza dire che si potrebbero anche intravedere elementi anche di becera offesa nei confronti di Forlani e Almirante.

 

Principe di Chitinnon

 

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