SESSANTA ANNI DI LAVORO E DI STORIA RAGUSANA

Sessanta anni di storia, sessanta anni di lavoro. Anni importanti per il presente ed il futuro di Ragusa. Se ne è discusso nel corso dell’interessante convegno organizzato dal Rotary Club di Ragusa, in collaborazione con la Colacem per celebrare i sessanta anni del cementificio di contrada Tabuna. L’appuntamento si è tenuto nell’ex sala mensa del cementificio.

“La storia di questo cementificio – ha ricordato Giuseppe Cicero, presidente del Rotary di Ragusa – è inscindibile da quella di questa città e di questa provincia. Al cementificio, del resto, è legata buona parte dei destini economici di questo territorio. Una realtà che ha testimoniato del lavoro di tanti minatori, operai e di brillanti manager ed imprenditori. Su tutti ricordiamo l’ingegnere Cesare Zipelli al quale si deve la nascita del  cementificio. Una realtà che ha dato lavoro a migliaia di famiglie ragusane ed ha rappresentato un polo industriale che, anche grazie al vasto e variegato indotto, ha fatto della città di Ragusa un centro d’eccellenza”. 

Non sono mancati gli interventi delle figure istituzionali.

“L’esperienza della Colacem e del suo cementificio – ha sottolineato la senatrice Venerina Padua – ci insegnano che occorre superare le divisioni e fare sistema. Forse, come ragusani, siamo stati troppo buoni e pazienti nel tollerare che ci sia una Italia che funziona solo da Roma in su”.

“La politica – aggiunge il deputato regionale Giorgio Assenza – deve imparare ad essere un servizio reale per i cittadini e per il tessuto imprenditoriale. È il momento di smetterla con le logiche dei partiti. Dobbiamo guardare ai bisogni reali delle persone”.

“Quella della Colacem – afferma l’onorevole Orazio Ragusa – è una bella storia che deve continuare. Sessanta anni di lavoro costituiscono un patrimonio di esperienza e di storia al quale non possiamo rinunciare”.

“Siamo grati alla Colacem – spiega Antonello Buscema, sindaco di Modica – per la sensibilità che ha sempre dimostrato nel sostenere anche molte nostre iniziative culturali”.

Al giornalista Saro Distefano il compito di tracciare, con l’ausilio di evocative foto d’epoca, le origini del cementificio. Un excursus che parte dal 1870 per giungere quasi ai giorni nostri.

“Il 31 marzo del 1953 – ha spiegato Distefano – la Società Asfalti Bitumi Cementi e Derivati del Gruppo “Calce e Cementi Di Segni” dichiarava conclusi i lavori alla cementeria di contrada Tabuna, a Ragusa. Il giorno dopo l’ingegnere Cesare Zipelli, Direttore della stabilimento, avviava la produzione del cemento idraulico. Da allora sono trascorsi esattamente sessanta anni, e la cementeria, oggi di proprietà della Colacem Spa, è ancora produttiva, con metodi e tecnologie all’avanguardia nel settore. La roccia bitumosa di Ragusa è sempre stata di grandissima qualità. Come di grande rilievo è stato il lavoro di quella che io definisco l’epopea dei picialuori, cavatori di pece, ma anche lavoratori in genere delle miniere. I trecento ettari lungo i quali si estendono le cave hanno fatto la storia di Ragusa. ecco perché ritengo importante accompagnare le scolaresche attraverso percorsi che mirano a fare scoprire questi luoghi”.

Nunzio Tumino, Direttore degli stabilimenti Colacem di Ragusa e Modica, tratteggia l’attuale situazione. “Non è un momento facile per gli imprenditori – afferma – ma vorrei sottolineare come, nonostante la fase attuale di crisi economica, i nostri stabilimenti di Ragusa e Modica non abbiano mai cessato di investire in termini di sostenibilità ambientale e di sicurezza per i lavoratori. Questa è la nostra filosofia di azione. Come strategie commerciali siamo consapevoli che occorre guardare al nord Africa per trovare nuovi sbocchi di mercato”.

A Carmelo Arezzo, presidente della “Fondazione Cesare e Doris Zipelli” il compito di tratteggiare la figura del compianto industriale ed illustrare le attività della Fondazione. “Zipelli – spiega Arezzo – è un antesignano delle moderne tecniche di gestione del personale e dell’azienda. Ragusa devo molto al suo talento, al suo entusiasmo che si estrinsecava in campi diversi: dall’industria alla’arte, senza trascurare lo sport e la cultura. Per sua volontà abbiamo dato vita alla Fondazione che porta il suo nome e quello della moglie Doris. Il loro intelligente collezionismo ci permette di avere oggi una delle collezioni di cartografie della Siclia tra le più importanti d’Europa. La Fondazione sta puntando a realizzarne una mostra permanente”.

A conclusione dei lavori, Massimiliano Pambianco, direttore comunicazione della Colacem Spa., ha ribadito lo spirito che anima la società. “Le relazioni – ha esordito – costruiscono il futuro. Ecco perché l’incontro di oggi costituisce un arricchimento reciproco. È apprezzabile l’eleganza dei ragusani perché si tratta di una eleganza costruttiva e produttiva. Operosa e capace di produrre benessere condiviso. Ed è proprio questo il senso dell’agire della Colacem in Italia e nel mondo. Oggi ci attendono sfide originali che ci impongono un cambio di paradigma per cercare di uscire dalla crisi economica. In tal senso puntare alla sostenibilità ambientale rappresenta per noi una sfida e non certo una moda”.

Pambianco ha anche presentato in anteprima il nuovo packaging della Colacem che riporta proprio i principi di qualità e sostenibilità voluti dall’azienda.

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