“SE ESISTE UN DIO, DOVRA’ CHIEDERMI PERDONO”

Recita così un’incisione in una cella del campo di concentramento di Mauthausen: Riusciamo a immaginare (ne saremo mai capaci???) a come i prigionieri trascorrevano là dentro le loro giornate per arrivare a scrivere una cosa del genere?! Il loro era un vivere???’ No!!! Assolutamente NO!!! Era un provare a sopravvivere, una dura e costante lotta contro la morte che attimo dopo attimo si presentava sotto varie sembianze: fame,freddo, sevizie …. l’umanità imbruttita nelle baracche, nelle adunate del mattino, nella dignità calpestata, nei volti straziati dal dolore e dalla sofferenza,nei  bambini privati del proprio futuro….

Di certo non si può assegnare un voto al “dolore”, ma, quantomeno, si può tentare di immedesimarsi per provare a capire che quell’inferno aveva molte facce e non una soltanto!!!!

Chi ha avuto l’opportunità di visitare i Campi di sterminio della Polonia o della Germania, rimane esterrefatto perché prova, nei limiti del possibile, a toccare con mano e a vedere con i propri occhi, a percepire col proprio cuore ciò che è stato e, soprattutto ,a quale forma di bestialità umana milioni di uomini, donne e bambini siano stati sottoposti!!!!

Io ho avuto l’opportunità di visitare Dachau, Auschwitz, Birkenau e ogni volta che penso a quelle mie visite, per prima cosa ricordo il mio pianto, i miei singhiozzi per ciò che ho visto ed emotivamente vissuto in quelle ore.

Auschwitz è il campo di sterminio, le camere a gas, i forni crematori….è quell’immenso cumulo di capelli, di scarpe, di protesi… il buio assoluto dopo il quale non c’è più nulla!!!!

Ma Auschwitz non è stato solo in quel campo della campagna polacca, ma anche nei vagoni merci, anticamere dell’inferno, che lungo i binari dell’Europa confinavano quelle anime di cui si sentono ancora ora i lamenti e le urla di sofferenza. E l’Europa dov’era quando accadeva tutto questo???? Ha assistito in silenzio ai rastrellamenti, all’emarginazione e all’ isolamento nei ghetti, alla deportazione? Cosa avrebbe potuto fare e non ha fatto????

Sicuramente il numero delle domande supera di gran lunga quello delle risposte.T ante le supposizioni, infiniti i dubbi…… nessuna risposta esauriente!

La Giornata della Memoria fu istituita nel 2000 come anniversario dell’ormai storico 27 gennaio 1945, allorquando le truppe russe entrarono ad Auschwitz, emblema di quello scandaloso “genocidio”. Fu in quell’occasione che il Mondo venne a conoscenza del dramma della Shoah e vide, per la prima volta e da vicino, ciò che era accaduto, conoscendo lo sterminio in tutta la sua realtà.

Il Giorno della Memoria è una forma di  riconoscimento di questa tragica storia. Non è sicuramente un omaggio alle vittime, ma una vera e propria presa di coscienza collettiva. Analizzando ciò che è avvenuto, ci si rende conto che lo sterminio degli ebrei non ha una origine per motivi territoriali o espansionistici o, ancora, da una, seppur deviata, strategia politica Tuttavia mai, nella storia si è visto progettare a tavolino, con grandi distacco e determinazione, lo sterminio di un popolo. E per popolo non intendiamo ovviamente solo quello ebraico ma anche quello degli zingari, dei testimoni di Geova e di tutte le minoranze etniche e religiose, nonché degli omosessuali che furono coinvolti in questo “disegno”,perseguitati, deportati e sterminati perché reputati “esseri inferiori”.

E’ con la Shoah che è stato coniato il termine “genocidio”. Purtroppo, il Mondo ne ha conosciuti tanti e ancora troppi sono in corso, ma proprio per questo ricordiamo un detto ebraico che recita:“Chi uccide una vita, uccide il mondo intero”!!!!

Quest’anno il GIORNO DELLA MEMORIA pone l’accento, in particolar modo, sulla RESISTENZA EBRAICA nei campi e nei ghetti; ricordiamo per l’appunto quella nel ghetto di Varsavia e di Treblinka del 1943. Gli Ebrei nei ghetti e nei campi di concentramento risposero all’oppressione nazista anche con varie forme di resistenza spirituale. Essi tentarono consapevolmente, in diversi modi, di preservare la Storia e la vita comunitaria del popolo ebraico, opponendosi agli sforzi nazisti di sradicare gli Ebrei da ogni umana memoria

 Ricordare, dunque, vuol dire fortificare, soprattutto nei giovani, il significato della parola RISPETTO che è, prima di ogni altra cosa, il rispetto delle differenze e delle diversità, nella capacità di cogliere nelle sfumature le variegate opportunità di crescita e arricchimento. E dobbiamo ricordare non solo oggi, nel giorno dell’anniversario, ma tutti i giorni della nostra quotidianità, del nostro vissuto Quello che dobbiamo imparare è davvero semplice: non dimenticare!! Questo è l’obiettivo, il perno di quello che i terribili eventi storici hanno lasciato in eredità e di quello che la Giornata della Memoria vuole tramandare. Le testimonianze dei sopravvissuti, i racconti, i documenti e la storia devono essere le fonti utili non solo per il presente, ma anche e soprattutto per le generazioni future che, a loro volta, avranno il compito di “trasmettere” un orrore storico che non si deve ripetere.”Ne plus jamais- Mai più!”(come scritto all’ingresso del campo di Dachau)

“ Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell’aria”. (PRIMO LEVI)

……….

Lo scorso anno la prof. Marinella Tumino e la nostra Martina Chessari hanno accompagnato un gruppo di ragazzi ragusani studenti dell’Istituto Majorana nei luoghi dello sterminio nazista. A distanza di un anno le nstesse emozioni e lo stesso clima di riflessione sui tragici anni.

f.p.

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