Screening e attese record: “Undici mesi per una colonscopia”. Nuovo caso all’Asp di Ragusa

Dalla prevenzione alla paralisi. È su questo corto circuito che si accende lo scontro sulla sanità in provincia di Ragusa, dopo la denuncia durissima lanciata dal comitato Articolo 32, che chiede la rimozione immediata dei vertici dell’azienda sanitaria.

Al centro del caso, una vicenda che mette in discussione l’efficacia stessa dei programmi di screening. L’ASP di Ragusa promuove da tempo campagne di prevenzione per il tumore al colon retto, rivolte alle fasce di popolazione più a rischio. Ma ciò che accade dopo, secondo la denuncia, rischia di vanificare tutto.

Protagonista della vicenda è un cittadino, indicato con le iniziali A.G., che dopo aver effettuato tre prelievi nell’ambito del percorso pubblico, il 17 marzo riceve un referto che segnala la presenza di sangue occulto. Un esito che, secondo i protocolli medici, richiede ulteriori accertamenti in tempi rapidi, in particolare una colonscopia da eseguire entro pochi giorni.

Il giorno successivo, il paziente si rivolge al proprio medico curante, ottenendo una prescrizione con carattere d’urgenza: esame da effettuare entro 10 giorni. Ma quando si presenta al CUP per prenotare, la risposta è tutt’altra: appuntamento disponibile dopo 11 mesi.

Un ritardo che, secondo il presidente del comitato, Rosario Gugliotta, rappresenta una contraddizione evidente. “A cosa servono le campagne di prevenzione – è il senso della denuncia – se poi i pazienti a rischio vengono lasciati soli, senza la possibilità di completare in tempi adeguati il percorso diagnostico?”.

La questione non è nuova. La Rete Civica Articolo 32 segnala da tempo come i ritardi negli accertamenti strumentali possano compromettere l’efficacia della prevenzione e delle cure, trasformando uno strumento fondamentale di sanità pubblica in un meccanismo inefficiente.

Da qui l’attacco diretto ai vertici dell’ASP, accusati di una gestione definita “fallimentare”, segnata da disservizi e criticità. Il comitato chiede un intervento immediato degli organi di controllo.

L’appello è rivolto anche alla politica regionale: si chiede al governo siciliano di intervenire per rimuovere quelli che vengono definiti “soggetti platealmente inadeguati” a garantire un’organizzazione efficiente del servizio sanitario pubblico in provincia.

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