Scicli punta al titolo di Capitale italiana del Mare 2026: 22 chilometri di costa come motore di sviluppo

Con i suoi oltre 22 chilometri di costa, Scicli si candida a diventare Capitale italiana del Mare 2026, puntando su una delle estensioni di waterfront più ampie tra le città medie siciliane e italiane. Un patrimonio naturale fatto di scogliere e spiagge che si alternano lungo il litorale, disegnando un rapporto profondo e identitario tra la città e il mare.

La candidatura nasce dall’obiettivo “Scicli città di mare”, un progetto di riappropriazione consapevole e strutturata della fascia costiera promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Marino, che partecipa al bando del Ministero del Mare. In caso di assegnazione del titolo, alla città verrebbe riconosciuto un finanziamento di un milione di euro destinato a iniziative e interventi legati allo sviluppo, alla valorizzazione e alla sostenibilità del litorale.

Un waterfront unico tra scogliere e spiagge

Il litorale sciclitano si estende per 22 chilometri e 200 metri, di cui circa 11,5 chilometri di scogliere e 10,7 chilometri di spiagge. Un tratto di costa che ospita quattro borgate rivierasche, ciascuna con una forte identità: Playa Grande, Donnalucata, Cava d’Aliga e Sampieri. Non semplici località balneari stagionali, ma comunità vive tutto l’anno, dove negli ultimi anni le attività commerciali hanno scelto di restare aperte anche nei mesi invernali, segnando un cambiamento culturale nel rapporto con il mare.

Questa continuità di vita lungo la costa rappresenta uno dei punti di forza della candidatura, perché racconta un territorio che non vive il mare solo come risorsa turistica estiva, ma come spazio urbano, sociale ed economico permanente.

Una candidatura partecipata e condivisa

L’appello del Comune alla costruzione di un progetto condiviso ha superato ogni aspettativa. Associazioni culturali, enti, istituzioni, realtà del privato sociale e associazioni di categoria hanno aderito numerose, offrendo contributi progettuali che travalicano i confini comunali e coinvolgono anche importanti centri siciliani come Catania e Messina.

La candidatura, che sarà presentata ufficialmente al Ministero entro il 20 gennaio, si fonda proprio sulla capacità di fare rete e di integrare visioni diverse in un unico disegno strategico per la costa sciclitana.

Il confronto pubblico e le idee per il futuro

Il 13 gennaio, nel salone Falcone e Borsellino di Palazzo Spadaro, il sindaco Mario Marino, la giunta comunale e i tecnici coinvolti hanno illustrato opportunità e sfide legate al progetto. Un momento di confronto aperto che ha raccolto idee, suggerimenti e proposte operative, ora al vaglio per una sistematizzazione organica che rafforzi la candidatura.

L’obiettivo è trasformare il mare in un asse strategico di sviluppo sostenibile, capace di coniugare tutela ambientale, valorizzazione culturale, turismo di qualità e crescita economica.

Una sfida nazionale per il mare italiano

Scicli non è l’unica città in corsa. In Sicilia hanno presentato la candidatura anche Pantelleria e Giardini Naxos, mentre a livello nazionale si segnalano realtà come Livorno, Gaeta, Terracina, Fiumicino e Ancona. Una competizione ampia e qualificata, che rende la sfida ancora più significativa.

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