Scicli, non solo barocco. Arriva una nuova offerta turistica: il lavatoio comunale

Era un ricettacolo di rifiuti e luogo dove i balordi si divertivano ad imbrattarlo con scritte in vernice e dove qualche cittadino borderline andava per disfarsi di rifiuti non differenziati. E’ bastato un finanziamento di centomila euro per riconsegnare alla città di Scicli parte della sua storia. L’antico lavatoio di via Dolomiti, con affaccio sulla parte del torrente Santa Maria La Nova non coperto, è stato rimesso a nuovo. Ripristinato il tetto, restaurati i ripiani dove le donne lavavano i panni, rifatto l’impianto idraulico che porta l’acqua in ogni singola pilozza.

Una fetta di storia è stata riconsegnata alla città. Potrà essere visitato come si fa per chiese, palazzi e musei.

“Qui, un tempo, il lavatoio di Santa Maria la Nova, sito a due passi dal torrente scoperto, era attivo. Qui, un tempo, le chiacchiere scorrevano più veloci dell’acqua del torrente. Un angolo di Scicli che profuma ancora di sapone, storie e tradizioni!” – saluta così un cittadino sciclitano il lavatoio interamente restaurato sito alla fine della via Dolomiti. Con lui tante altre persone cui riaffiorano nella mente ricordi legati al lavatoio frequentano dalle mamme o dalle nonne. Era stato dichiarato inagibile oltre venti anni fa allorquando alcune grosse pietre si erano distaccate dal sovrastante costone roccioso, danneggiando gravemente il tetto. I soldi per il suo restauro sono arrivati dalla Regione con l’Autorità di bacino del Distretto idrogeografico della Sicilia che ne ha autorizzato i lavori iniziati nella primavera scorsa. Soggetto regionale, questo, abilitato alla gestione di tutta la materia idrogeografica dell’isola perchè proprio nell’antico lavatoio ricade uno torrente e l’acqua scorre, seppure non più copiosa come un tempo, concludendo un percorso che parte dall’entroterra modicano.

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