San Giovanni, Ragusa si è stretta attorno al suo Patrono: fede, ceri votivi e una città in processione. Ecco il video del mapping sulla facciata della cattedrale e foto gallery

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Ragusa ha vissuto ieri la giornata clou dei festeggiamenti in onore di San Giovanni Battista, Patrono della città e della Diocesi. Una giornata di fede e tradizione che ha visto una buona partecipazione di cittadini e fedeli, culminata con la grande processione serale e con il rientro del simulacro in Cattedrale, accompagnato da video mapping e fuochi d’artificio.

Fin dal mattino la città ha seguito i momenti religiosi della solennità del martirio di San Giovanni Battista, con le celebrazioni eucaristiche nella Cattedrale e la messa solenne delle 11.30 presieduta dal vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, alla presenza delle autorità civili e militari, del clero, dei religiosi e dei fedeli.

Nel pomeriggio, dopo la celebrazione delle 17.30 presieduta da mons. Giambattista Diquattro, nunzio apostolico in Brasile, la piazza San Giovanni ha iniziato a riempirsi in attesa della processione.

Alle 18.30 il simulacro del Patrono ha lasciato la Cattedrale, preceduto dall’Arca Santa e accompagnato dai tre corpi bandistici San Giorgio – Città di Ragusa, Alessandro Scarlatti di Chiaramonte Gulfi e Gioacchino Rossini di Pedalino.

Ma più delle bande, dei suoni e delle celebrazioni, a raccontare il significato più profondo della processione sono stati i fedeli.

Dietro il simulacro hanno camminato centinaia di persone con i ceri votivi, seguendo il Patrono lungo le strade della città. Candele strette tra le mani, preghiere, silenzi e sguardi rivolti al simulacro hanno dato alla processione un carattere particolarmente raccolto.

Tra i fedeli anche persone che hanno percorso il tragitto a piedi nudi, come gesto di devozione e di ringraziamento per una grazia ricevuta o per un voto fatto a San Giovanni. Sono gesti che appartengono alla dimensione più intima della festa, espressioni di una fede personale che trova nella processione il momento per essere resa visibile alla comunità.

Il corteo ha attraversato corso Italia, via M. Leggio, corso Vittorio Veneto, via Paolo Leni Spadafora, via Garibaldi, via Ecce Homo, via Luciano Nicastro, via Roma, via G. B. Odierna e via M. Rapisardi, prima di fare ritorno in piazza San Giovanni.

Lungo il percorso non sono mancati gli applausi e le persone affacciate ai balconi, ma anche tanti momenti di silenzio e raccoglimento. La partecipazione è stata buona e composta, con famiglie, anziani e giovani che hanno seguito il simulacro, mantenendo viva una tradizione che a Ragusa si rinnova ogni anno.

Particolarmente suggestiva la presenza dell’Arca Santa, che ha preceduto il simulacro nel percorso cittadino, riportando al centro della processione uno dei simboli più antichi della devozione ragusana a San Giovanni Battista.

Al rientro, in piazza San Giovanni, il vescovo mons. Giuseppe La Placa ha rivolto il tradizionale saluto ai fedeli della Diocesi e della città, seguito dall’Atto di affidamento a San Giovanni Battista, Patrono principale di Ragusa.

Poi la festa ha cambiato ancora una volta volto.

Sulla facciata della Cattedrale è stato proiettato un video mapping dedicato a San Giovanni Battista, un racconto per immagini che ha ripercorso la storia del Santo e ne ha restituito la figura attraverso una rappresentazione capace di unire memoria, fede e tecnologia. La facciata della Cattedrale si è trasformata così in uno schermo, attirando gli sguardi di chi si trovava in piazza.

A chiudere la serata sono stati quindi i fuochi d’artificio, che hanno illuminato il cielo sopra Ragusa accompagnando il rientro del Patrono in Cattedrale.

È stato il finale spettacolare di una giornata che, però, ha avuto il suo cuore nei gesti semplici dei fedeli: una candela accesa, una preghiera, un cammino percorso in silenzio, i piedi nudi sulla strada per mantenere una promessa.

San Giovanni è tornato così al centro della città. Non soltanto attraverso il grande appuntamento della processione, ma attraverso le storie personali di chi, anche quest’anno, ha scelto di camminare dietro il proprio Patrono per affidargli una preghiera, sciogliere un voto o semplicemente rinnovare una devozione tramandata di generazione in generazione.

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