Dalla prevenzione alla paralisi. È su questo corto circuito che si accende lo scontro sulla sanità in provincia di Ragusa, dopo la denuncia durissima lanciata dal comitato Articolo 32, che chiede la rimozione immediata dei vertici dell’azienda sanitaria. Al centro del caso, una vicenda che mette in discussione l’efficacia stessa dei programmi di screening. L’ASP […]
SALE IL CORO DELLE OPPOSIZIONI DOPO L’APPROVAZIONE DELLA MOZIONE DI CENSURA ALL’ASSESSORE RUSSO
28 Set 2011 10:10
Ieri pomeriggio all’Ars si è votato per l’approvazione della mozione di censura nei confronti dell’operato dell’Assessore per la salute, dott. Massimo Russo, per non essere stato in grado di portare a compimento la riforma del sistema sanitario sia relativamente ai suoi contenuti tecnico-amministrativi che relativamente agli aspetti programmatico – politici della stessa.
Una delle motivazioni che ha indotto l’aula alla censura si legge nel documento ufficiale, ovvero “il perpetrato atteggiamento
dell’Assessore per la salute, dott. Massimo Russo, che sfrutta sistematicamente i mezzi d’informazione per propagandare risultati inesistenti, diffondendo consapevolmente notizie false al solo fine di sfruttare l’opinione pubblica per un proprio tornaconto politico”.
Severo il giudizio di tutti i rappresentatni delle opposizioni al governo Lombardo. Si invocano le dimissioni di Russo, lo scioglimento del governo e il ritorno alle urne. Eppure i nostri parlamentari sanno perfettamente che una mozioni di censura è ben diversa da una mozione di sfiducia e che ha carattere simbolico, non essendo prevista alcuna sanzione, né obbligo per l’assessore che la subisce.
Non stupisce quindi che al margine del voto negativo lo stesso Assessore dichiari, forte del sostegno di Lombardo, di non pensare alle dimissioni: “Resto al mio posto. Questo è un atto sterile e faccio notare ai siciliani che la censura viene da quegli stessi parlamentari che hanno tollerato Villa Santa Teresa, i rimborsi gonfiati e i retrobottega senza mai muovere critiche. La mozione di censura è stata votata adducendo motivi politici – continua l’ex pm – ma nessuno mi ha contestato qualcosa di censurabile, solo atti amministrativi su cui ho risposto puntualmente con i fatti”.
Dello stesso parere Lombardo che afferma che l’ok alla mozione di censura “è il prezzo da pagare per cambiare la Sicilia”.
In realtà ieri pomeriggio in aula erano presenti meno della metà dei parlamentari, quindi Lombardo si fa forte proprio del carattere limitato del voto: “L’opposizione ha fallito il suo obiettivo – fa sapere il governatore -. Pdl e Pid ci hanno tenuto a dimostrare che all’Assemblea regionale siciliana il radicale cambiamento portato avanti dal governo regionale, impegnato a riqualificare un sistema sanitario malato, è ostacolato da meno di un terzo dei suoi componenti, per capirci neanche trenta deputati”.
Come commentano le opposizioni?
“La mozione di censura votata contro l’assessore Russo – dichiara il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Fabio Giambrone – è la conferma che siamo in presenza di una maggioranza innaturale. Ciò che di peggio ci può augurare in un tempo e in una regione che avrebbe bisogno di certezze, di proposte di sviluppo e di un governo stabile. Ma si sa, chi di inciucio ferisce di inciucio perisce e i siciliani purtroppo ne pagano le conseguenze”.
“Il voto di ieri pomeriggio all’ARS segna la fine di questa maggioranza – si legge nel comunicato a firma del coordinatore regionale di Sinistra Ecologia Libertà, Erasmo Palazzotto – . A questo punto il voto è l’unica soluzione che restituirebbe un minimo di dignità alla politica regionale – continua Palazzotto – sulla sanità si registra il principale fallimento di questo governo che ha fatto finta di cambiare tutto per non cambiare niente – conclude – mantenendo fermamente il sistema di lottizzazione dei partiti, avviando un processo di privatizzazione che riducendo i servizi offerti ai cittadini non ha ridotto i costi a carico della collettività in continuità con il governo Cuffaro”.
Invocano le dimissioni anche i parlamentari di Forza del Sud Incardona e Scilla: “Emerge un dato politico forte e chiaro: la maggioranza si sottrae al confronto parlamentare dimostrando di condividere il giudizio negativo sulla gestione fallimentare della Sanità siciliana portata avanti dall’Assessore Massimo Russo per conto del Presidente Lombardo”.
“Il Mpa non ha avuto il coraggio di stare in aula a sostenere il proprio assessore. Il Presidente della Regione, dunque – concludono i due esponenti di Forza del Sud – sia adesso conseguenziale e revochi la delega all’assessore Russo oppure sia quest’ultimo a togliere tutti dall’imbarazzo dimettendosi”.
Cosa accadrà adesso?
Si andrà avanti, ognuno per la propria strada. Il governo Lombardo non si dichiara affatto sconfitto, le opposizioni cantano vittoria, e i cittadini non possono fare a meno di domandarsi il perchè di questo atto politco insolito al posto di una mozione di sfiducia come si sta tentando di fare al governo nazionale con il Ministro Romano?
Molto interessante il commento politico apparso stamane su SiciliaInformazione che spiega come la trasformazione della mozione di censura in mozione di sfiducia abbia delle implicazioni molto importanti. “La mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni, se approvata, provoca le dimissioni del presidente della Regione e le dimissioni provocano, a loro volta, lo scioglimento dell’Assemblea – si legge nell’articolo in apertura -. Se fosse stata approvata la mozione di sfiducia, invece che la mozione di censura, com’è avvenuto, il governo Lombardo starebbe preparando le valigie. Stando alle dichiarazioni delle opposizioni sarebbe stata la soluzione migliore, avendo sempre sostenuto – le opposizioni – che il governo non aveva legittimità politica ed avrebbe dovuto dimettersi in ossequio alla volontà degli elettori. Ma fra il dire e il fare c’è sempre il mare. I deputati – di maggioranza e di opposizione – non hanno affatto voglia di anticipare l’abbandono dello scanno parlamentare al quale sono stati chiamati dal voto”.
E allora l’unica domanda che rimane ai siciliani è: “Ma i nostri parlamentari ci fanno o ci sono?”.
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