ROMEO CISL: PUNTIAMO SULLA COLLABORAZIONE TRA SINDACATO E ASSOCIAZIONI DATORIALI


“La crisi non è solo un modo di dire, un’espressione alla moda. E’ purtroppo, anche per quanto riguarda la provincia di Ragusa, supportata dai numeri. Che rischiano di diventare sempre più drammatici”. E’ la riflessione fatta dal segretario provinciale dell’Ust Cisl di Ragusa, Enzo Romeo, dopo aver preso atto delle cifre emerse durante le recenti attività del tavolo di ricollocazione istituito dall’Ufficio provinciale del Lavoro di Ragusa in collaborazione con Italia Lavoro.

Dati che consentono di evidenziare come le richieste di Cassa integrazione guadagni straordinaria e di mobilità in deroga, da parte delle aziende, siano in crescita: 70 richieste (47 Cigs e 23 mobilità) nell’intero 2010, già ben 48 (36 Cigs e 12 mobilità) nel solo quadrimestre gennaio-aprile 2011. A fronte di ciò i lavoratori per i quali è stata avanzata richiesta di Cigs e mobilità sono stati 310 nel 2010 (251 Cigs e 59 mobilità) rispetto ai 178 del primo quadrimestre di quest’anno (147 Cigs, 31 mobilità).

“Dati preoccupanti – commenta il segretario Romeo – e che ci stimolano sulla necessità di compiere azioni positive. In questo senso, il progetto “Welfare to work” per le politiche di reimpiego ci permette di garantire una risposta positiva. Anche perché si incanala nel contesto delle Politiche attive del lavoro che la Regione Sicilia attende da tempo. La legge Biagi risale al 2003. E’ ovvio, però, che si tratta di un inizio a cui occorre fornire maggiore incisività. In che modo? Gli attori sociali sono chiamati a svolgere un ruolo forte. Le azioni positive del progetto puntano alla formazione atta alla ricollocazione degli operatori. La sinergia tra le parti sindacali e le organizzazioni datoriali deve, però, rivelarsi sempre più stringente. E lo si può fare solo se la ricollocazione mira ai settori di maggiore sviluppo”. Secondo Romeo questo è ciò che, nella fase attuale, più manca. “Ci vuole – aggiunge – un quadro conoscitivo aggiornato per comprendere le dinamiche del mercato, per capire di che cosa lo stesso ha bisogno. Lo sforzo maggiore deve essere portato avanti, lo ripeto, dagli attori principali coinvolti. Solo così si potrà assistere ad una inversione di tendenza, inversione che sembra essere già partita nel resto del Paese. I primi segnali che si colgono, altrove, sono deboli mentre dalle nostre parti la condizione complessiva resta critica e precaria. Come dimostrano anche le cifre in questione”.

 

 

 

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