RICOMINCIAMO DAI FINANZIAMENTI PENDENTI CHE IL COMUNE DI MODICA POTREBBE RICEVERE

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 Il Sindaco dimostri ai suoi concittadini di conoscere le reali esigenze della città e avvii,al più presto, quella programmazione economico-progettuale.

 È con queste parole che viene lanciato un ulteriore invito  al Sindaco Abbate  da Giorgio Iabichella coordinatore del movimento “Cittadini Liberi”

  “E’ bello-continua- vedere la città di Modica che riprende a “vivere”, dopo la “leggera” potatura degli alberi (condivisibile o meno) ed il tanto atteso ripristino delle uniche due fontane presenti nel centro storico, bisognerebbe iniziare a pensare ad una programmazione seria, necessaria per ottenere finanziamenti utili a far rivivere il centro storico, Modica Alta, Via Fontana, Via Fiumara, Frigintini e tutte le zone “periferiche” fino ad oggi abbandonate.E’ indispensabile ridare fiducia alle aziende che operano in tutte le zone della città, e basterebbe iniziare dai finanziamenti “pendenti” che il Comune di Modica potrebbe ricevere dalla Regione o dalla Comunità europea.” Iabichella lancia un grido d’allarme al Sindaco di Modica, chiedendo un immediato intervento a favore delle aziende e delle famiglie modicane che stanno soffrendo molto”.

“Che fine ha fatto il progetto pubblico-privato di riqualificazione della Via Fontana? Nel 2012 i carabinieri sequestrarono l’area dell’alveo del Torrente Passo Gatta, che scorre nella zona sottostante l’ex foro boario al quartiere Vignazza, eseguendo un provvedimento della Procura della Repubblica che aveva avviato un’indagine sul progetto di 17 milioni di euro, a compartecipazione pubblico – privato, dove la Regione avrebbe investito sei milioni e mezzo di euro, il privato dieci milioni, e il Comune solamente 484 mila euro (pari al valore del terreno ceduto per la realizzazione dei palazzi di proprietà dell’ente). Ad oggi non si capisce se questi finanziamenti sono stati persi o sono ancora recuperabili. Nessuno ha più messo mano a quel progetto?”

“Proviamo a recuperare quei 6 milioni di euro già stanziati dalla Regione,  – propone Iabichella – magari rimodulando il progetto di “social housing” (costruzioni  a contratto agevolato per le fasce meno abbienti) in altra area, atteso che quella prevista in progetto, possa non essere gradita ai residenti o ad altri.

 

 

 

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