RESTITUIAMO I SOLDI AI CITTADINI RAGUSANI

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La legge sull’energia del 2004 prevede che gli enti locali che ospitano centrali elettriche ed impianti di estrazione di idrocarburi beneficino di compensazioni ambientali sotto forma di denaro. E’ il caso del pozzo S.Anna dato in concessione ad Enimed, Edison ed Irminio srl che verseranno al comune di Ragusa per una concessione che scadrà nel 2029 poco meno di 1.300.000 €. A quanto è dato sapere  questa somma servirà al rifacimento di piazza Libertà. Si tratta di un’ulteriore “opera pubblica” di dubbia utilità e della quale non se ne sente l’esigenza, soprattutto in un momento di grande crisi economica e con la disoccupazione in aumento. Molto più intelligente distribuire l’intera somma ai cittadini sotto forma di contributo pari al 20% del costo dell’impianto per pannelli  solari fotovoltaici ad uso domestico con potenza non superiore ai 3 kW. Per ogni 1.000 € di contributo se ne attiverebbero 5.000 di investimento per un totale di 5.000.000 di €. Ci troveremmo così a creare una considerevole domanda per le imprese del settore  impiantistico e per  il settore industriale locale che produce pannelli fotovoltaici. Ai cittadini che versano in condizioni economiche precarie e che non potrebbero permettersi un impianto fotovoltaico, potrebbe essere destinato il 15-20% dell’intero importo sottoforma di bonus energia, da quantificare, come avvenuto nel recente passato. In questo modo potrebbero essere coinvolte almeno 1.000 famiglie, tra impianti fotovoltaici e bonus energia. In questo modo si stimolerebbe l’economia locale in un settore innovativo e di grandi prospettive, si creerebbero posti di lavoro, si ridurrebbe la spesa energetica dei cittadini, alcuni dei quali, diventati piccoli produttori di energia solare fotovoltaica potrebbero contare anche su un investimento con rendimenti superiori al 10% annuo. Questo meccanismo potrebbe essere utilizzato per ogni grande impianto di produzione di energia che malauguratamente, e nel minor numero possibile,  dovesse essere approvato dalla Regione siciliana nel nostro comune. Infatti il nostro futuro non è né nella estrazione di idrocarburi inquinanti, che Legambiente avverserà fino in fondo, e che possono causare, purtroppo come stiamo vedendo nel Golfo del Messico e nel Mar Giallo in Cina, danni economici e ambientali incalcolabili,  né nei grandi impianti da energia rinnovabile che lasciano solo poche briciole al territorio, oltre a danni sul paesaggio, ma nella generazione distribuita nella quale ogni famiglia utilizzando il sole e il vento si produce l’energia di cui necessita. 

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