"Ragusa provincia e Modica sta m....". Dopo quasi cento anni il riscatto di Modica passa da Ignazio Abbate - Ragusa Oggi

“Ragusa provincia e Modica sta m….”. Dopo quasi cento anni il riscatto di Modica passa da Ignazio Abbate


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“Ragusa provincia e Modica sta m….”.  Dopo quasi cento anni il riscatto di Modica passa da Ignazio Abbate
Politica
19 maggio 2019 18:44

Mancano poco meno di 45 giorni alla data del 30 Giugno indicata per eleggere colui il quale sarà il primo Presidente del libero Consorzio di Ragusa dopo una lunghissima fase di commissariamento dettata dalla abolizione delle province.

Nonostante non saremo noi comuni cittadini ad essere chiamati al voto ma lo saranno  soltanto  i consiglieri comunali ed amministratori dei 12 comuni iblei, c’è parecchia attenzione da parte dell’opinione pubblica per questa tornata elettorale.

Uno dei motivi più importanti perchè essa riporta  di grande  attualità la storica rivalità tra Modica e Ragusa sulla istituzione della provincia.

Come tutti sanno infatti fu Ragusa ad essere creata nel 1926 provincia  per volontà del gerarca fascista Filippo Pennavaria risultando preferita  a Modica. Adesso che la provincia regionale come ente non esiste più,  la provenienza geografica del primo  Presidente del Libero Consorzio non è un fatto neutro. Modica potrebbe, a distanza di quasi un secolo, riscattarsi.

Insomma pare quindi destinata a tornare di grandissima attualità la diatriba tra Modica e Ragusa in tema “provincia”

Candidati alla nuova carica saranno infatti, sia il Sindaco del comune capoluogo, che proprio in queste ore ha manifestato ufficialmente la sua volontà di scendere in campo, che il Sindaco del Comune di Modica, il quale  al progetto lavora da tempo e a defilarsi neanche ci pensa.

Incerta la posizione del Sindaco di Scicli, Enzo Giannone, il quale, ammesso che concretizzi la scelta, lo farebbe più per ragioni politiche  di visibilità del Pd in provincia che per altro.

Tuttavia, al di là delle volontà delle parti ci sono altri fattori che  potrebbero incidere sulle scelte finali.

Le candidature per l’elezione del Presidente del Lìbero Consorzio comunale, recita l’art 5 comm. 3 della legge regionale, devono essere sottoscritte da almeno il 15% degli aventi diritto al voto mentre le  liste a sostegno  da almeno il 5% degli aventi diritto al voto.

Numeri importanti che il Sindaco Cassì attualmente non ha. Da solo infatti coi suoi consiglieri ragusani non raggiunge il fatidico 15% mentre Abbate supera di gran lunga il 17%. Non si sono poi da sottovalutare altri tre importantissimi fattori: alleanze, programmi ed esperienza. Abbate di alleanze ne ha coltivate parecchie e a meno di tradimenti dell’ultima ora pare esse reggano e anche bene. Di programmi Abbate sostiene di averne  in abbondanza come le idee chiare sul da farsi, rafforzate dal terzo elemento, la esperienza maturata da consigliere provinciale. Egli parla già da candidato ufficiale e sofferma la propria attenzione su argomenti molto delicati ed importanti per lo sviluppo della provincia quali: strategie di sviluppo del territorio attraverso scelte omogenee e ponderate, manutenzione di strade e  scuole. Sempre in tema di scuole una corretta gestione del dimensionamento scolastico, l’assistenza disabili ed ancora argomenti come  la creazione di un ente fiera in grado di gestire in modo centralizzato ma allo stesso tempo razionale ogni evento e manifestazione di interesse culturale, commerciale e turistico provinciale.

Gli argomenti, come si può intendere, non mancano. In ultimo c’è anche la questione connessa al colore politico. Abbate, collocandosi in un’area di centro si sente legittimato a poter interloquire e poter chiedere di votarlo a tutti i moderati che si considerano tali sia nel centro destra che nel centro sinistra.

Cosa diversa invece per il sindaco Cassì, che pur essendo stato sostenuto ed eletto  al comune capoluogo da liste indipendenti, provenendo da una chiara area di destra rafforzata dal sostegno di Fratelli d’Italia, avrebbe più difficoltà sia a realizzare che a giustificare eventuali accordi con aree del centro sinistra  senza subire critiche di “incuci”.

Insomma le condizioni ci sono tutte per alimentare, come dicevamo,  l’ennesima diatriba tra Modica e Ragusa e chissà che questa volta Modica non riesca a riscattarsi.

Per Abbate sarebbe il viatico  perfetto per ritrovarsi dritto dritto onorevole a Palermo. Lui lo sa benissimo e questa occasione non intende lasciarsela sfuggire, nonostante le velleità ragusane.

Un vecchio detto popolare recita “Ragusa provincia, Modica sta m…. Ma se Modica ritorna, Ragusa sta z….”

Sarà la volta buona?

 

 


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