Ragusa, il Consiglio comunale “boccia” la svolta manageriale dell’Opera Pia: “Va difesa la sua missione di solidarietà”

Il Consiglio comunale di Ragusa ha espresso parere negativo alla proposta di modifica dello Statuto dell’IPAB “Opere Pie Riunite Eugenio Criscione Lupis, Carmelo Boscarino e Carmelo Moltisanti”, ente storico che da oltre un secolo rappresenta un pilastro della solidarietà cittadina.

L’atto, proposto dal Consiglio di Amministrazione dell’IPAB, prevedeva una revisione complessiva dello Statuto, con nuovi criteri di gestione e organizzazione interna. La discussione in aula, svoltasi nella seduta di ieri, si è conclusa con il voto contrario del Partito Democratico e di Ragusa Prossima, mentre la maggioranza consiliare ha scelto di astenersi.
Il risultato finale comporta che l’atto sarà trasmesso a Palermo con parere negativo del Consiglio comunale.

Le modifiche contestate e le preoccupazioni

La nuova versione dello Statuto, redatta dal CdA dell’ente, introduceva un cambiamento significativo nella natura e nelle finalità dell’Opera Pia, spostando l’attenzione dalla vocazione assistenziale e caritatevole a un’impostazione più gestionale e patrimoniale.

Alcune parti del documento derivano da adeguamenti normativi regionali, ma altre – come la riduzione del ruolo delle componenti religiose e l’estensione dei poteri del Consiglio di Amministrazione in materia di assunzioni e incarichi – hanno destato preoccupazione tra i consiglieri per la possibile perdita dei valori fondanti dell’istituzione.

Il timore espresso in aula è che il nuovo assetto possa snaturare la missione originaria dell’ente, nato per sostenere poveri e indigenti, sostituendola con un approccio più orientato alla gestione economica del patrimonio.

Un segnale importante da Ragusa

Nonostante il voto del Consiglio comunale abbia un valore consultivo e non vincolante, la decisione rappresenta un segnale politico e civile importante.
Il parere negativo sarà trasmesso alla Regione Siciliana, che dovrà valutare la legittimità e l’opportunità delle modifiche proposte.

Il dibattito in aula ha ribadito l’importanza di garantire trasparenza e continuità etica nella gestione dell’Opera Pia, preservando la finalità sociale per cui fu istituita.

Una storia di solidarietà da tutelare

L’IPAB Opere Pie Riunite è una delle istituzioni benefiche più antiche di Ragusa, con una lunga tradizione di assistenza ai più fragili.
Fondata grazie alla volontà e ai lasciti di benefattori locali, l’ente ha rappresentato per generazioni un punto di riferimento per la cura, il sostegno e la solidarietà sociale in città.
Proprio per questo motivo, la discussione sulla riforma dello Statuto ha assunto un forte valore simbolico per la comunità ragusana, chiamata a difendere la propria memoria storica e sociale.

La valutazione del Pd

Il capogruppo PD sottolinea il dato politico della questione: “Oggi Ragusa è amministrata da una maggioranza di centrodestra, dopo l’adesione del sindaco Peppe Cassì a Forza Italia, il partito del presidente della Regione Renato Schifani. Ed è proprio questa maggioranza di centrodestra ad essersi astenuta su un atto che riguarda la beneficenza pubblica e la solidarietà. Il risultato è che a Palermo arriverà un segnale chiaro: la città di Ragusa non condivide la direzione impressa all’Opera Pia Criscione Lupis”.

Calabrese conclude: “Il Partito Democratico continuerà a vigilare affinché il patrimonio e la missione originaria dell’Opera Pia restino al servizio dei più deboli e della comunità, come volevano i benefattori che ne hanno reso possibile l’esistenza”.

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