Quando Ragusa diventò provincia: libri e documenti nascosti nella Sala Filusi

 Correva l’anno 1926 e l’Almanacco per il popolo Siciliano di quell’anno dava la foto di una Sicilia suddivisa in sette province. Non nove all’epoca perchè mancavano quelle di Ragusa e di Enna. Entrambe istituite il 2 gennaio del 1927, dopo una decisione del Consiglio dei Ministri del 6 dicembre 1926, durante il ventennio fascista. Grazie all’influenza politica esercitata da Filippo Pennavaria, figura di rilievo del fascismo locale, il capoluogo della nuova provincia fu fissato a Ragusa, a discapito di Modica che contava a quel tempo un numero di abitanti maggiore rispetto a quello di Ragusa. A favore di quest’ultima ha giocato anche il fatto di essere protagonista di uno importante (per l’epoca) sviluppo industriale ed economico che l’aveva resa più visibile. Con l’entrata in vigore dello Statuto speciale per la Sicilia nel 1946, le province dell’isola vennero soppresse per essere ricostituite poi il 15 marzo del 1963 recependo una normativa nazionale. In un periodo successo, era il 6 marzo del 1986, vennero costituite le province regionali. Nuovi movimenti vennero ancora a partire dal 28 marzo del 2014 quando, in Sicilia, si passò a sei Liberi Consorzi comunali ed a tre città metropolitane in applicazione della legge votata dall’Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo del 2014. Struttura tutt’ora esistente.

Per Luigi Fidone appassionato di libri, la Sala di Lettura Filusi dove sono custoditi oltre 10.000 volumi, rappresenta un’opportunità per tutte quelle persone, anche giovani, che vogliono approfondire le proprie conoscenze, studiare la storia e l’economia del posto. Periodicamente da quegli scaffali escono delle…”chicche” di cui lo stesso Luigi Fidone ne và fiero. Questa ne è un esempio.

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