QUALE FUTURO PER GLI STUDENTI ISCRITTI AI CORSI DI LAUREA DI RAGUSA?

Venerdì mattino si sono tenute, a partire dalle 9,30, le sedute congiunte dei Consigli di Corso di Laurea (o Area didattica) di Catania e Ragusa e, subito dopo, quella del Consiglio di Facoltà.  Entrambi gli organismi avevano all’ordine del giorno il piano didattico che verrà inserito nel Manifesto degli Studi per l’a.a. 2010-2011 e che sarà pubblicato a giugno, ma per il quale le decisioni degli organismi di Facoltà devono essere definite entro il 31 marzo. Il piano didattico presentato, in prima battuta, nei Consigli di Corso di Laurea, al di la di quelli che saranno i nuovi corsi in base al decreto 270 e delle regole di selezione per accedervi, esclude la presenza della Facoltà a Ragusa già dal prossimo a.a., tant’è che si è parlato dei “corsi ex-Ragusa”.  Ė evidente che tale terminologia risponde a quanto deciso dal Senato accademico in occasione dell’ultima seduta durante la quale si è preso atto della risoluzione per inadempimento, intimata dall’Ateneo catanese al Consorzio universitario di Ragusa, delle convenzioni in vigore. Ė altrettanto evidente che, da parte mia, sarebbe stato contraddittorio votare in qualsiasi modo un tale piano didattico e così mi sono allontanato dalla seduta del Consiglio di Corso di Laurea chiedendo che si prendesse atto della mia assenza alla seduta del Consiglio di Facoltà in quanto impegnato nella concomitante riunione presso l’ufficio elettorale dell’amministrazione centrale per definire l’organizzazione delle elezioni universitarie che si terranno a maggio prossimo. Se non ci fosse stata questa motivazione mi sarei allontanato comunque in quanto non avrei votato un piano didattico con il quale si decreta la morte della Facoltà a Ragusa. Peraltro, votare contro, sarebbe stato inutilmente polemico, viste le determinazioni degli organi superiori dell’Ateneo che avrebbero in ogni caso impedito alla Facoltà di adottare decisioni diverse.  A questo punto diventiamo noi i principali attori di questa surreale vicenda che vede contrapposti Ateneo e Consorzio in una battaglia legale senza fine che certamente non può portare ad un componimento di questa vicenda tale da restituire agli studenti che sono iscritti a Ragusa di esercitare validamente il loro legittimo diritto di concludere qui gli studi, senza perdita della qualità didattica, sia chiaro e lo voglio sottolineare, per i prossimi due anni accademici. Chi mi ha seguito durante questi mesi sa che questo è il mio orientamento in una logica di riduzione del danno che mi sembra irrinunciabile. Bisogna comprendere che il tanto sbandierato “Quarto Polo Universitario” del quale tanto si è strombazzato in queste settimane, non è questione che riguardi gli studenti dell’Università di Catania che studiano presso il decentramento ibleo. Ho fatto questa considerazione già in occasione del mio intervento ai c.d. “Stati generali dell’Università Iblea” ricordando ai maggiorenti del Consorzio che non è proponibile una migrazione degli studenti e dei docenti da un ateneo all’altro, senza contare il fatto che una università non la si improvvisa in tre mesi. Evidentemente si ha un’idea dell’università più come diplomificio che come centro di cultura e ricerca, ma questa è un’altra storia. E allora, che fare? Ci sono molte cose che è possibile fare e proverò a proporne qualcuna in questa sede. 

Cogliere l’opportunità che ci viene offerta dalle prossime elezioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche negli organi di governo dell’università. Ho dato notizia della pubblicazione dei decreti rettorali nella pagina del gruppo facebook “flingue ragusa” linkando la pagina del Bollettino di Ateneo nella quale è possibile leggere e scaricare i documenti ufficiali. Ritengo che gli studenti ragusani POSSANO E DEBBANO fare di tutto per essere presenti a Catania in maniera massiccia con una nutrita rappresentanza in Consiglio di Facoltà. Per quanto mi riguarda, ho deciso di riproporre la mia candidatura per il biennio 2010-2012 e mi aspetto che tutti i colleghi, soprattutto matricole, che si vogliono impegnare in questa battaglia per i nostri legittimi diritti, decidano di prendere parte alla campagna elettorale proponendosi come candidati e/o sensibilizzando tutti alla partecipazione al voto che si svolgerà il 12 e 13 maggio prossimi presso la nostra Facoltà a Ibla, ex-Monastero di S. Teresa. Questa, care Colleghe e cari Colleghi, non è una chiamata alle armi, ma poco ci manca. Spero di avere adesioni massicce e che con un piccolo sforzo da parte di ciascuno di noi si possa ottenere un grande risultato. Nei prossimi giorni, in base alla disponibilità della sala Falcone-Borsellino,  vi indicherò la data e l’ora dell’Assemblea di Facoltà che abbiamo sempre tenuto tradizionalmente in primavera. Ci incontreremo subito dopo Pasqua per fare il punto della situazione, discutere strategie ed elaborare una linea d’azione nei confronti del Consorzio e dell’Ateneo che possa scongiurare il pericolo di chiusura dei corsi per il prossimo biennio. Mi aspetto la MASSIMA PRESENZA E PARTECIPAZIONE ALL’ASSEMBLEA, perché la mobilitazione deve essere totale, senza “se” e senza “ma”. Iniziative pubbliche da mettere in campo con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza alla questione “Università”. Sia chiaro, non sono contro l’istituzione di un nuovo polo pubblico, ma non mi trovo d’accordo sulle modalità con le quali quest’obiettivo viene perseguito dalla politica locale e dal c.d.a. “super politico” del Consorzio universitario. Bene organizzarsi, bene la partecipazione di altre entità esterne a Comune e Provincia di Ragusa, bene pensare ad un ateneo “a rete”, ma non ci si può dimenticare dei circa 2.000 studenti iscritti all’università di Catania e frequentanti i corsi di Ragusa. Aggiungo che è miope e insensato inasprire il conflitto con l’Ateneo catanese che invece dovrebbe dare un apporto determinante alla costituzione del nuovo “Quarto Polo”. Le dichiarazioni di facciata, delle quali la stampa ha dato notizia nei giorni scorsi e con le quali si pretende di far credere che Consorzio e Ateneo sono in buona armonia, fanno a pugni con il procedimento giudiziario in corso presso il Tribunale di Ragusa che vede contrapposti i rispettivi avvocati in una lite feroce. Non ho mai visto due partners stringersi la mano in pubblico e scannarsi in tribunale. Tutto questo ha del surreale, se non del ridicolo. QUALCUNO CI DEVE DIRE CHE COSA INTENDE FARSENE DEGLI STUDENTI ISCRITTI IN QUESTO MOMENTO AI CORSI DI LAUREA RAGUSANI E CI DEVE DARE DELLE SPIEGAZIONI SERIE, MOTIVATE E PLAUSIBILI, ALTRIMENTI DOVRÀ FARE I CONTI CON NOI.

  1. Chiedere e pretendere, nel caso non si addivenisse alla firma di una nuova convenzione con l’Ateneo catanese che, nell’ambito delle rispettive convenzioni in vigore, seppure risolte dall’Ateneo, venga azionata la “Condizione aggiuntiva” in base alla quale, in caso di difficoltà finanziarie del Consorzio, siano il Comune di Ragusa e la Provincia regionale a farsi carico direttamente dei costi di gestione allo  scopo di consentire agli studenti iscritti di concludere, ad esaurimento, i corsi di studio. Questa è una richiesta che dobbiamo fare in termini irrinunciabili. IL SINDACO DIPASQUALE E IL PRESIDENTE ANTOCI DEVONO ASSUMERSI LE PROPRIE RESPONSABILITA’ COME DA CONVENZIONE A SUO TEMPO SOTTOSCRITTA E CHE HA UN VALORE GIURIDICO COGENTE PER LE PARTI INTERESSATE. In questo senso dobbiamo indirizzare la nostra azione con iniziative pubbliche e, se necessario, ENERGICHE MANIFESTAZIONI DI PROTESTA. Insomma, care Colleghe e cari Colleghi, ormai le chiacchiere “stanno a zero” e non è più il tempo per nessuno di sottrarsi alle proprie responsabilità. Facciamo la nostra parte e facciamola tutti, sino in fondo. Diversamente nessuno avrà più il diritto di lamentarsi. Vi saluto tutti e rimango in attesa di leggere le mail che vorrete inviarmi esprimendo il vostro punto di vista e dichiarando eventualmente la vostra disponibilità a mettervi seriamente in gioco. 

Paolo Pavia Rappresentante degli Studenti nel Consiglio della Facoltà di Lingue e Letterature straniere Università di Catania 

 

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