L’annuncio è arrivato da parte del direttore generale Pino Drago, nel corso della inaugurazione del CPA al Busacca di Scicli. Tutte le donne in stato di gravidanza potranno usufruire dei servizi loro necessari durante il periodo di gestazione all’interno del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’ospedale ”Guzzardi” di Vittoria. L’ufficialità è stata data Pino Drago […]
Provincia di Ragusa fragile e a rischio: 341 frane senza monitoraggio e costa quasi sparita. L’allarme della CNA
03 Feb 2026 10:29
La provincia di Ragusa si conferma oggi come uno dei territori più fragili d’Italia sotto il profilo ambientale e idrogeologico. Secondo i dati pubblicati dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA), il 94,5% dei Comuni italiani è esposto a frane, alluvioni, valanghe ed erosione costiera. Nella sola provincia iblea sono state censite 341 frane, nessuna delle quali attualmente monitorata, coinvolgendo oltre 4.000 cittadini, migliaia di edifici, imprese e beni culturali.
A peggiorare la situazione ha contribuito il recente ciclone Harry, che ha devastato il tratto di costa da Marina di Acate a Santa Maria del Focallo, compreso il litorale di Pozzallo, causando danni economici ingenti alle imprese e mettendo in difficoltà intere comunità. “Interventi strutturali come pennelli e barriere soffolte, già finanziati con 12 milioni di euro, sono ancora fermi mentre la costa continua a scomparire sotto le mareggiate”, sottolineano Massimo Donzello e Giorgio Stracquadanio, rispettivamente presidente e coordinatore del mestiere della CNA Edilizia Iblea.
Secondo la CNA, occorre una pianificazione urbanistica attenta che privilegi la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e limiti il consumo di nuovo suolo, seguendo le indicazioni del Piano per l’assetto idrogeologico (PAI) e della Valutazione ambientale strategica (VAS). Fondamentale è anche attivare subito i fondi già stanziati e mettere a frutto le competenze delle imprese locali, in grado di conoscere a fondo le criticità del territorio.
La CNA rinnova quindi l’appello alle istituzioni locali, regionali e nazionali: è tempo di prevenzione concreta e interventi strutturali immediati, per evitare tragedie annunciate e garantire sicurezza e sviluppo sostenibile alle comunità iblee. “Il tempo delle parole è ormai scaduto – concludono Donzello e Stracquadanio – servono scelte decise e responsabilità reali”.
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