Proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori dei servizi cimiteriali del Comune di Ragusa

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Al peggio non c’è mai fine. La rivisitazione dell’affidamento dei servizi cimiteriali decisa dal Comune di Ragusa per il triennio 2021-2023 si sta rivelando un rebus complicatissimo da risolvere. E’ quanto affermano la Fisascat Cisl con Salvatore Scannavino e Giuseppe Cappello con l’Ugl terziario che, nei giorni scorsi, erano riusciti a far recedere l’amministrazione comunale dall’intento di andare avanti con le procedure di gara perché ritenute penalizzanti nei confronti delle maestranze. “Ma si è trattata – commentano adesso i due sindacalisti – di una vittoria di Pirro perché, nel rivedere i contenuti del capitolato d’appalto e valutazione economica, gli uffici comunali hanno peggiorato la situazione precedente, naturalmente nei confronti delle maestranze.

Insomma, un vero e proprio calvario”. Ma quali sono i punti contestati? Fisascat Cisl e Ugl terziario lo scrivono in una nota inviata al sindaco Giuseppe Cassì e all’assessore ai Servizi cimiteriali, Giovanni Iacono. “Intanto – spiegano – si è preso atto della immotivata diminuzione degli orari settimanali di lavoro di tutte le maestranze. E’ prevista una riduzione per gli operai dalle attuali 38 ore (a eccezione di 5 unità già part time attualmente a 27 ore settimanali) a 22 ore settimanali e per gli impiegati-amministrativi da 38 a 36 settimanali, con una possibile conseguente inefficienza del servizio. E il tutto pur avendo deciso di aumentare di circa 600mila euro l’importo a base d’asta. Apprendiamo, inoltre, che a tutela dei livelli occupazionali, qualcuno ha ben pensato di aumentare il numero delle unità lavorative portandole da 15 a 18. Al costo di queste ulteriori unità aggiuntive, certamente contribuiranno anche i lavoratori, a cui questa amministrazione e gli uffici competenti hanno inteso ridurre l’orario di lavoro.

Prendiamo atto della capacità con cui l’amministrazione e i competenti uffici stanno riuscendo a realizzare la guerra tra poveri, dimenticando completamente l’attuale contesto socioeconomico che il Paese sta attraversando, anche soprattutto a causa della crisi pandemica da Covid-19. Restiamo basiti su quanto sta accadendo anche perché a seguito di una nostra nota del 28 gennaio scorso, l’amministrazione aveva deciso di sospendere la gara, proprio per rivisitare quanto da noi denunciato e garantire quanto più possibile i livelli occupazionali e reddituali.

Proprio per queste motivazioni, avevamo chiesto per ben due volte un incontro a cui, però, nessun riscontro è pervenuto, di sicuro perché questa amministrazione ha inteso rifuggire il confronto con le organizzazioni sindacali”. Fisascat Cisl e Ugl terziario chiedono con forza, a tutela dei lavoratori, di sospendere nuovamente le pubblicazioni di gara e nel reiterare la richiesta d’incontro, per la terza volta di fila, allo scopo di manifestare ulteriori perplessità sulla bontà del calcolo del costo del personale, annunciano la proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori.

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