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Per la società petrolifera Irminio non è più solo una questione di stipendi: in gioco il futuro stesso dell’azienda
11 Giu 2026 09:57
La vertenza Irminio entra in una fase ancora più delicata. Se nei mesi scorsi al centro dell’attenzione vi erano soprattutto le retribuzioni non corrisposte ai lavoratori, oggi la preoccupazione riguarda la tenuta complessiva dell’azienda e le prospettive future di una delle realtà industriali storiche del territorio ragusano.
A lanciare l’allarme sono le organizzazioni sindacali Filctem CGIL e Uiltec UIL, territoriali e regionali, che hanno aggiornato la Prefettura di Ragusa sullo stato della vertenza, evidenziando come la società petrolifera, gestore delle concessioni minerarie per estrazione di petrolio e gas in provincia di Ragusa, abbia disatteso per ben due volte gli impegni assunti nelle sedi istituzionali riguardo al pagamento degli arretrati ai dipendenti.
I piani di rientro concordati nel verbale sottoscritto il 13 febbraio 2026 e successivamente rinnovati nel protocollo del 22 maggio scorso non hanno infatti trovato concreta attuazione. Una circostanza che, secondo le organizzazioni sindacali, conferma le persistenti difficoltà economico-finanziarie dell’azienda. Ad oggi risultano ancora non corrisposte cinque mensilità ai lavoratori, una situazione che continua a generare forti disagi per decine di famiglie che da mesi attendono il pagamento delle proprie spettanze. Ma il problema, secondo i sindacati, va ormai ben oltre il pur grave aspetto retributivo.
Nella nota inviata alla Prefettura viene infatti richiamata anche la situazione legata al Centro Oli San Paolino, interessato il 10 gennaio scorso da un incendio che ha determinato il blocco delle attività produttive. A distanza di circa cinque mesi, sottolineano Filctem e Uiltec, gli interventi di bonifica e di messa in sicurezza non risulterebbero ancora completati.
In particolare, secondo quanto segnalato dalle organizzazioni sindacali, all’interno dei serbatoi e delle parti dell’impianto coinvolte dall’incendio sarebbero ancora presenti alcune decine di tonnellate di greggio che dovrebbero essere classificate come rifiuto speciale e sottoposte alle procedure di rimozione e smaltimento previste dalla normativa vigente. Una situazione che aggiunge ulteriori elementi di preoccupazione sotto il profilo ambientale e industriale e che contribuisce ad alimentare i dubbi sulle prospettive di ripresa dell’attività produttiva. Nel documento trasmesso alla Prefettura viene inoltre richiamato il ruolo della URIG Sicilia, l’Ufficio Regionale per gli Idrocarburi e la Geotermia, cui spetta il compito di vigilare sulla gestione delle concessioni minerarie e sul mantenimento dei requisiti richiesti ai concessionari.
Per i sindacati, la vertenza Irminio è ormai arrivata a un punto cruciale. Non si tratta più soltanto di ottenere il pagamento delle mensilità arretrate, ma di comprendere quale possa essere il futuro dell’azienda, quali siano le prospettive occupazionali per i lavoratori e quali interventi siano necessari per consentire una ripartenza in condizioni di sicurezza e sostenibilità. Resta quindi confermato lo stato di agitazione del personale, mentre Filctem CGIL e Uiltec UIL si riservano ulteriori iniziative qualora non arrivino risposte concrete sia sul fronte delle retribuzioni sia su quello del rilancio industriale.
Una vertenza che continua a tenere con il fiato sospeso lavoratori, famiglie e l’intero territorio, chiamando in causa non soltanto l’azienda ma anche le istituzioni competenti, dalle quali si attende un intervento capace di favorire chiarezza e soluzioni in una fase particolarmente complessa.
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