Partono i lavori in via degli Aragonesi a Comiso: un milione e 250mila euro per cultura e mobilità

A Comiso partono ufficialmente i lavori di riqualificazione di via degli Aragonesi, strada strategica che collega il centro abitato con la periferia, attraversando zone di grande rilevanza storica e paesaggistica. Il cantiere è stato consegnato il 7 aprile 2026 e i lavori, finanziati con un contributo regionale di 1,25 milioni di euro, dovranno essere completati entro sei mesi, entro la fine dello stesso anno.

L’intervento prevede il rifacimento del manto stradale e la creazione di banchine laterali con cordoli in cls, oltre alla realizzazione di un camminamento in basole di pietra di Comiso nel tratto antistante la Torre di Canicarao. Il progetto include anche arredi stradali in legno, tra cui bacheche, tettoie, panchine, fontanelle e rastrelliere per biciclette, pensati per valorizzare il percorso anche sotto il profilo turistico e ricreativo.

Via degli Aragonesi si inserisce nel tracciato dell’antica trasversale Sicula, lunga circa 600 chilometri, e rappresenta un collegamento strategico non solo per la mobilità cittadina, ma anche per la fruizione di monumenti storici come la Pagoda della Pace e il Palazzo Trigona di Canicarao, testimonianza architettonica del ‘700 progettata da Rosario Gagliardi su un nucleo originario risalente al ‘400. L’area di intervento si congiunge inoltre con la zona demaniale di rimboschimento, aumentando il valore ambientale e naturalistico della riqualificazione.

I lavori puntano quindi a combinare mobilità, tutela del patrimonio storico e valorizzazione turistica, trasformando via degli Aragonesi in un percorso attrattivo e fruibile, che unisca storia, cultura e ambiente.

“Continuiamo questo percorso di miglioramento della nostra città – commenta Roberto Cassibba – soprattutto tramite la capacità di programmare, organizzare e intercettare finanziamenti grazie ai quali cambieremo l’immagine di Comiso, che lasceremo alle future generazioni, poiché abbiamo preventivamente avuto una visione globale di ciò che serviva e di ciò che la città attendeva da anni”.

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