“PARRINU PPI’ VOCAZIONE” SPOPOLA ANCHE A P. BRACCETTO

Numeroso il pubblico di Punta Braccetto che ha preso parte alla commedia “Parrinu ppì vocazione” della Compagnia Teatrale “A Lumera” di S. Croce Camerina. Dopo il benvenuto agli intervenuti ad opera del Vicesindaco di S. Croce, Francesco Corallo, del delegato per la frazione di P. Braccetto, Antonio Di Paola, e del membro del direttivo dell’associazione che si è occupata di promuovere eventi a P. Braccetto, Emilio Tasca, subito gli attori hanno regalato tante risate e comicità con la loro commedia brillante.

Ad aprire la scena Nicola (Guglielmo Statello) e Rita Giannetto (Marianna Rizzo), rispettivamente marito e moglie, che si chiedono cosa faccia il caro figlio Bartolomeo (Vincenzo Vacante) tutto il tempo nella sua camera. Il mistero si chiarisce quando con un’esilarante sketch, Bartolomeo finalmente rivela alla madre che vuole diventare “parrinu”. Lei improvvisamente si accascia sul divano e inizia a balbettare per lo shock. Nicola, invece, avrà una reazione diversa; infatti Bartolomeo gli spiega che la notte si sente chiamare da Dio. La reazione del padre è categorica, perché vede infranti i suoi sogni di divenire nonno. In casa della famiglia Giannetto, arrivano ospiti  più o meno indesiderati. I coniugi Mazzagatti, Silvia (Rossella Aprile) e Concetto (Pino Vacante), sono i genitori di Fabiana (Cinzia Giummarra) che è la ex-fidanzata di Bartolomeo, la quale arde ancora di passione per il suo amato. Ma ritornando ai Mazzagatti. Il povero Concetto è continuamente maltrattato dalla moglie (infatti ad ogni apparizione sulla scena arriva con un cerotto in più sul viso), la quale per esempio tende il braccio e lui gli deve dare la borsetta e anche quando camminano a passare per prima deve essere ovviamente lei. Per continuare a parlare delle intrusioni in casa Giannetto, bisogna ricordare i Cardullo. Personaggi tetri, tanto che entrano in scena con una musica lugubre e le luci si accendono e spengono in continuazione. Per dirla chiaramente, Lucilla (Mara Milazzo), Eugenio (Massimo La Rosa) e Giacinto (Pino Giummarra) sono dei veri e propri uccellacci del malaugurio.

Ad arrivare in questa casa caotica, sono anche Padre Roberto (Salvatore Barone) e il Sacrestano scemo (Paolo Vacante). Padre Roberto ha intenzione di far calmare Nicola, così da poter accettare il desiderio del figlio, ma purtroppo il suo intento non si realizza. Come dice la moglie Rita, che si rivolge direttamente al pubblico, Nicola “è testa dura!”. Dopo cinque anni, Bartolomeo, anzi Padre Bartolo, comunica alla famiglia il suo rientro a casa, ma nulla è cambiato nell’animo del padre. L’unica sorpresa verrà data da Fabiana; infatti l’avevamo lasciata nel primo atto con la frase “Se tu ti fai parrinu ppì vocazione, iu mi fazzu suora per delusione!”. E in effetti si presenterà all’ex-fidanzato vestita da monaca, ma il suo intento è ancora quello di sedurre Padre Bartolo, tanto da lanciarsi in un balletto sexy tutto dedicato a lui. Alla fine però, Padre Bartolo rimarrà fedele ai suoi voti, malgrado l’imbroglio messo in atto dai Mazzagatti. Infatti, avevano detto a Rita e Nicola che i loro figli si amavano ancora. Ovviamente la contentezza di Nicola era smisurata, ma è stata subito stroncata dalla verità. Il colpo di scena finale ha suscitato qualche lacrima al pubblico presente. Infatti Padre Bartolo decide di andare via, anche istigato dal padre, che però alla fine prende coscienza che sta per perdere l’amato figlio e dice “Se niesci ri sta casa iu, se niesci ri sta casa iu…. Iu muoru!”. Un momento toccante che ha strappato un fiume di applausi per la maestria con cui è stato recitato e sottolineato con una melodia commovente.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it