Un intervento d’urgenza estremamente delicato ha segnato un importante passo avanti per la sanità siciliana. All’ospedale “Guzzardi” di Vittoria, l’équipe dell’Unità operativa complessa di Oculistica, diretta dal dottor Alberto Belluardo, ha operato un paziente arrivato in Pronto soccorso con una grave perforazione corneale su un precedente trapianto, aggravata dalla presenza di un descemetocele, una condizione […]
OTTO MARZO: PURTROPPO SIAMO ANCORA QUI A PARLARNE
07 Mar 2013 19:22
Diritti delle donne, rispetto, parità dei sessi, quote rosa… L’8 Marzo di quest’anno purtroppo deve ancora essere festeggiato. Le donne non hanno ancora raggiunto l’uguaglianza rispetto agli uomini. La discriminazione nei confronti delle donne troppo spesso si traduce in fenomeni di violenza quotidiana, fisica o psicologica, silente o tragicamente nota attraverso gli episodi di cronaca. Il primo punto su cui massimo deve essere l’impegno di tutti, in special modo di chi riveste cariche politico-istituzionali, è la lotta alla violenza sulle donne per sradicare il terribile fenomeno noto come “Femminicidio”, oltre all’impegno a fornire servizi e aiuti a chi vive queste tragiche situazioni.
Ma la strada verso la parità di genere vede anche l’impegno per la valorizzazione del merito e del talento delle donne in tutti i settori, da quello lavorativo a quello politico, passando per quello familiare. In questo molto ci aiuta la normativa che promuove il riequilibrio e la rappresentanza femminile in molti settori.
In questo giorno importante per tutto il mondo il nostro pensiero deve andare oltre e raggiungere tutte quelle donne che abitano in paesi come l’Afghanistan. Le donne sono nascoste da burqa neri. Tutte sanno cosa vuol dire ribellarsi alla loro condizione. Hanno subito torture oppure sono rinchiuse in carcere per crimini contro la morale, che magari non hanno mai commesso. In un editto del Consiglio degli Ulema (i dotti islamici, la più importante autorità religiosa del Paese) le donne non dovrebbero “mischiarsi a uomini estranei in attività di carattere sociale come l’istruzione, nei mercati, negli uffici e in altri aspetti della vita”. Poi viene sancito che “molestare e picchiare le donne” è vietato “a meno che non avvenga per un motivo legato alla sharia”, sulla cui “interpretazione” ci sono molti margini. Insomma una condizione che soffoca le donne, per tale motivo moltissime di loro prendono la brutale decisione di suicidarsi.
Anche per loro l’8 Marzo deve essere festeggiato non in modo effimero, ma con la voglia di gridare che noi donne abbiamo dei diritti e nessuno può calpestarli. Noi donne dell’Occidente “civilizzato”, dove l’uguaglianza non è sostanziale, ma troppo spesso rimane sulla carta, dobbiamo ancora di più batterci per la parità, perché siamo responsabili anche delle vite di quelle tante donne colpevoli solo di essere nate di sesso femminile.
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