Omicidio Barone: iniziato il processo con i primi test dell’accusa

E’ stata la testimonianza di un luogotenente dei carabinieri ad avviare la fase dibattimentale del processo a carico di Tarzan Floric Oprica, romeno di 36 anni, finito davanti alla Corte d’Assise di Siracusa a giudizio immediato per l’omicidio del 79enne Giuseppe Barone, massacrato di botte nelle notte di Natale, tra il 25 e 26 dicembre del 2022 nella sua casa di Ispica in contrada Margio.

Per i due complici, un 33enne e un 25enne, tutti di nazionalità rumena invece, si attende ancora la fissazione dell’udienza preliminare. Tarzan Floric Oprica, difeso dagli avvocati Daniele Scrofani e Giovanni Bruno risponde in concorso con altre due persone, di omicidio doloso aggravato dall’averlo commesso per trarne profitto, dalla crudeltà, dal fatto di averlo commesso ai danni di una persona anziana e debilitata e in circostanze tali da ostacolare la privata difesa. Il secondo capo di imputazione riguarda la rapina di un telefono cellulare e di una tessera “Banco posta”. Oprica deve rispondere anche dell’uccisione di un animale, un pappagallino, senza alcuna necessità e con estrema crudeltà: gli avrebbe mozzato il capo. 

Il primo teste in aula

In aula, davanti alla Corte d’Assise il luogotenente dei carabinieri, primo teste dell’accusa rappresentata dal pm Santo Fornasier, ha descritto minuziosamente ogni fase dell’indagine che ha portato alla individuazione dei presunti responsabili dei reati. Il militare dell’Arma ha ripercorso anche la tremenda successione del delitto, la spietata ferocia che sarebbe emersa dalle evidenze investigative messa in atto nei confronti dell’anziano verso il quale sarebbe stata usata violenza e crudeltà inaudite, dalla irruzione in casa, alla decapitazione del pappagallino per costringere l’anziano, probabilmente, a consegnare i suoi averi, fino all’abbandono dell’uomo agonizzante. 

Scene da “arancia meccanica”. 

Il delitto secondo quanto cristallizzato anche dagli impianti di videosorveglianza della zona, sarebbe avvenuto tra la mezzanotte e le 3 del mattino. Le indagini coordinate dalla Procura di Ragusa, vennero svolte dal Nucleo investigativo del comando provinciale di Ragusa assieme al Ris di Messina e ai carabinieri della Compagnia di Modica e della Stazione di Ispica. Sono tre le parti civili costituite, rappresentate dagli avvocati Giuseppe Aprile (oggi l’avvocata Debora Iurato sostituto d’udienza), Salvatore Rustico e Francesco Giardina. Rinviata al 17 febbraio l’audizione originariamente prevista per oggi dei due medici legali che effettuarono l’autopsia, Giuseppe Ragazzi e Pietro Zuccarello. 

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