NON SI SPECULI SUL RANDAGISMO!

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Abbiamo seguito, in questi giorni l’acceso dibattito, consumatosi sui giornali locali e su facebook che ha gettato un’ombra inquietante sul lavoro quotidiano svolto dai volontari animalisti della LAV e dell’AIDA, sul  tema della lotta al randagismo. Accusati di lucrare sulla pelle degli animali,    di alimentare il traffico dei randagi con i viaggi della speranza. Sconcertante assistere a questo continuo stillicidio, che ha messo in croce le uniche persone che quotidianamente combattono, spesso nella solitudine più totale la piaga del randagismo, consumando   risparmi,   salute,  equilibri familiari, perché cittadini impegnati al Bene Comune, con i fatti e non con le parole, al servizio di quegli ultimi degli ultimi che la società sputa fuori! Quasi sempre con il silenzio delle Istituzioni che invece dovrebbero dare delle risposte concrete, mettendo in atto tutte quelle pratiche virtuose, indicate dalle leggi sia nazionali, che regionali, che permetterebbero di attenuare questa piaga così mortificante, che ha forti ripercussioni sull’immagine della nostra provincia, ricordata dai media nazionali, per la morte violenta del piccolo Giuseppe Brafa. Incredibile poi gli attacchi partiti dai giornali, che con dovizia di particolari, ma con scarsa informazione, hanno commentato   i così detti viaggi della speranza, viaggi che permettono a molti nostri cani abbandonati di trovare una famiglia nel Nord Italia o in Francia, e alleggeriscono notevolmente la spesa che i Comuni, in continua sofferenza, devono stanziare perla lotta al randagismo. Ci auguriamo che questa pagina così triste si chiuda e che si ricominci, ognuno con il suo ruolo, collaborare, chiediamo alla prefettura di ridare un nuovo slancio al Progetto Pilota, perché si arrivi velocemente all’apertura dei Rifugi sanitari di Modica e Vittoria, si aumentino le sterilizzazioni anche dei cani di proprietà, con incentivi economici ai privatì,   perché non è possibile che un’altra tragedia, riporti il nostro territorio già così sofferente, ad essere nuovamente ferito.

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