“Non qui”. Al Consiglio comunale aperto di Acate la maggioranza si esprime: “No all’hub sanitario di Emergency per gli immigrati”

L’hub sanitario divide la città. La maggior parte dei residenti di Acate non vuole la realizzazione di una struttura sanitaria nel lungomare di Marina di Acate. La struttura sarà gestita da Emergency e dovrebbe essere fruita soprattutto dagli immigrati, anche senza permesso di soggiorno, che vivono nella zona del litorale di Macconi e in tutta la fascia trasformata. I gruppi di opposizione hanno chiesto e ottenuto la convocazione di una seduta aperta del consiglio comunale, che si è svolto per l’occasione nella palestra della scuola Alessandro Volta. Sono emerse con forza le posizioni di chi osteggia la realizzazione della struttura sanitaria. Al momento sono le posizioni della maggior parte dei residenti che teme che la struttura sanitaria diventi punto di riferimento per molti immigrati, che vivono anche in altre città, e questo potrebbe pregiudicare lo sviluppo turistico di Marina di Acate. Nel frattempo la situazione è cambiata. Il comune aveva messo a disposizione un terreno di proprietà comunale in via del Sole su cui si sarebbero dovuti impiantare i container utilizzati nel periodo dell’emergenza Covid nel piazzale dell’ospedale di Vittoria. Oggi si sta facendo una scelta diversa: l’hub sanitario sarà realizzato in un immobile della zona. Il comune ha emesso un avviso pubblico, ma ci sono già delle disponibilità. Il servizio sanitario di Emergency, che sarà realizzato in convenzione con l’Asp, funzionerà per ora una volta la settimana, poi potrebbe essere incrementato. Ma la situazione ha fatto sollevare una levata di scudi. Nella seduta del consiglio comunale aperto moltissimi i pareri contrari. Cerca di mediare l’ex sindaco Giovanni Caruso: “Alcune zone di Marina di Acate sono vissute e abitate quasi esclusivamente da immigrati – spiega Caruso – resta solo un piccolo tratto di lungomare per la movida. È assurdo che si scelga di realizzare l’hub sanitario proprio in quella zona. Si rischia di compromettere lo sviluppo turistico”. Caruso ha proposto di individuare un’altra location ed ha indicato la zona della rotonda di intersezione con la strada provinciale che da Scoglitti conduce in direzione di Gela. “È una zona baricentrica e lontana dal lungomare -io credo che l’Asp e il comune debbano ascoltare le richieste dei residenti”. Caruso ricorda anche che ad Acate esiste già un ambulatorio settimanale per gli stranieri, dove opera un medico iraniano. Molti immigrati ne usufruiscono. Il sindaco Gianfranco Fidone non ha commentato: “Prendiamo atto delle valutazioni e dei pareri che sono stati espressi nel corso di questa seduta – afferma – e prenderemo le opportune decisioni”. La posizione maggioritaria è quella di coloro che sono contrari. Il consiglio comunale non poteva assumere – e non ha assunto – nessuna decisione. Ma è emerso chiaramente uno spaccato di intolleranza verso il “diverso” e al contempo di preoccupazione per il quieto vivere dei residenti, spesso messo a dura prova dai continui furti nelle case , dalle liti, schiamazzi ed episodi di microcriminalità.

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