NO ALLA MANOVRA FINANZIARIA DA CISL E UIL

in questi giorni decisivi per l’approvazione di una manovra finanziaria che sinora pare tutta a carico di lavoratori e pensionati, priva di provvedimenti strutturali capaci di favorire la ripresa economica, iniqua ed incomprensibile in alcune misure annunciate e opportunamente ritirate come quelle previdenziali sui periodi di laurea e di militare, Cisl e Uil sono impegnate in una mobilitazione generale che ha avuto inizio nel pomeriggio di ieri, 1 settembre, con un presidio presso il Senato della Repubblica, e che sta proseguendo in ogni territorio .

 

            Siamo consapevoli che la situazione di crisi economica col rinnovato rischio di recessione che sta coinvolgendo le economie occidentali, espone il nostro Paese in modo pericoloso a causa della grave situazione della finanza pubblica; infatti condividiamo la necessità della manovra finanziaria nei tempi di rientro dal deficit e nelle quantità ma nel contempo siamo impegnati affinchè siano garantiti elementi di equità che evitino di indebolire la coesione sociale.

 

            In tal senso, Cisl e Uil ritengono di interpretare il richiamo del Presidente della Repubblica alla responsablità, all’unità e di affrontare con trasparenza e verità la peggiore crisi economico-finanziaria registrata dal dopoguerra.

 

            Cisl e Uil, con le manifestazioni di questi giorni intendono affermare la volontà propositiva della propria azione sindacale, finalizzata a richiamare a maggior responsabilità Governo e Parlamento perché la manovra sia migliorata sul versante dell’equità e della distribuzione dei costi e dei sacrifici, secondo il principio che ciascuno deve contribuire secondo le proprie reali capacità economiche, finanziarie e patrimoniali. Pertanto chiediamo:

 

1.         Maggiore equità

Va immediatamente chiarito il destino del contributo di solidarietà del 5% e 10% sopra i 90.000 euro e i 150.000 euro che risulterebbe abolito dopo il vertice di maggioranza ma resta in vigore per il settore pubblico e i pensionati. Chiediamo un contributo di solidarietà equo ed omogeneo che riguardi tutti i redditi più alti e l’introduzione di una tassazione sui patrimoni immobiliari e mobiliari.

 

2.      Vanno combattuti con più decisione tutti gli sprechi e le inefficienze della spesa pubblica a partire dai costi impropri della politica e delle istituzioni,  dando immediata attuazione delle norme costituzionali per superare le  Provincie e per la riduzione del numero dei Parlamentari, nonché per rendere  effettivo l’accorpamento dei Comuni e delle loro funzioni. 

3.      Per mantenere il gettito complessivo della manovra Cisl e Uil chiedono di  rafforzare l’azione di contrasto all’evasione fiscale potenziando la tracciabilità  dei pagamenti al di sopra di 500 euro, allargando il contrasto di interessi e la possibilità di deduzione fiscale delle spese più significative dei cittadini, combattendo con mezzi adeguati le forme sempre più diffuse di elusione fiscale, coinvolgendo maggiormente in questo compito gli Enti Locali.

4.      Va perseguita con maggiore forza la liberalizzazione dei servizi pubblici locali con la riaggregazione su base molto ampia e la forte riduzione dei Consigli d’Amministrazione proliferati in modo incontrollato in questi anni. Analoga liberalizzazione va realizzata nelle professioni.

 

5.      Sul piano sociale vanno modificati i provvedimenti che colpiscono, con un accanimento punitivo inusitato, i dipendenti pubblici relativi al differimento della tredicesima mensilità, del TFR e le finestre pensionistiche per i lavoratori della scuola. Nel confronto con le Regioni vanno individuate alternative all’introduzione dei ticket per le visite specialistiche.

    Sulla liberalizzazione degli orari commerciali estesa ora a tutti i Comuni va    

    previsto per la loro attuazione il confronto tra Enti Locali, organizzazioni  

    sindacali e associazioni datoriali.

 

6.         Sulle misure per il lavoro Cisl e Uil pur valutando positivamente la conferma     

    della detassazione del salario di produttività e le norme di contrasto al  

    caporalato, ribadiscono che sulla contrattazione aziendale  la norma prevista 

    nell’art. 8 dovrà rendere esplicito che i soggetti che stipulano gli accordi

    aziendali siano espressione di organizzazioni sindacali comparativamente più

    rappresentative sul piano nazionale, in base alla legislazione e agli accordi

    interconfederali in atto.

Nell’ambito della manovra ritieniamo indispensabile rilanciare proposte organiche per il futuro del Paese articolate:

– sul rafforzamento delle politiche per la crescita, stimolando Governo e Regioni sulla necessità di utilizzare immediatamente, anche ricorrendo a poteri sostitutivi, le risorse pubbliche e private disponibili per le infrastrutture, le reti energetiche, la ricerca e innovazione, il Mezzogiorno, a partire dall’attuazione del credito di imposta per investimenti ed occupazione, con particolare riferimento alla disoccupazione giovanile;

– con politiche strutturali per la riduzione del debito anche attraverso la dismissione degli immobili del patrimonio pubblico e della vendita delle frequenze televisive;

– per l’equità e per la crescita, decisiva è la riforma fiscale, con una significativa riduzione del prelievo sul lavoro e su salari e pensioni, con un nuovo sostegno sociale alla famiglia e ai soggetti dell’emergenza sociale (ad iniziare dagli incapienti), assicurando la competitività, incrementando i consumi. Per questo va approvata subito la legge delega. Le risorse del fisco (evasione, taglio alle agevolazioni fiscali, cumulo di tanti interessi corporativi, manovra sull’IVA) devono essere tutte restituite ai contribuenti onesti per ridurre il costo del lavoro, riducendo quindi la pressione fiscale complessiva.

 

    Per tali motivazioni Cisl e Uil affidano a S.E.  tale messaggio affinchè nell’iter dell’approvazione della manovra, possa trasferire le istanze provenienti dalle nostre manifestazioni al Governo ed ai Presidenti dei due rami del Parlamento per modificare, migliorare e garantire la manovra secondo principi di equità,  sostenibilità sociale inserendo elementi strutturali che possano favorire la crescita economica.

 

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