MODICA, CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA PER I LAVORATORI DELLA SPM

E’ stato richiesto nella mattinata del 20 marzo dal Sindaco di Modica Antonello Buscema un incontro urgente con il Presidente della Regione Sicilia Crocetta: un’istanza necessaria per concordare al più presto un adeguato Piano di ammortizzatori sociali per i lavoratori della SPM (Servizi per Modica), anche alla luce delle novità che sono emerse negli accordi con il Governo nazionale e della possibilità che si presenta di concedere la Cassa integrazione in deroga anche per i dipendenti delle società a capitale pubblico.

La nota, inviata anche al capo della segreteria tecnica del governatore avvocato Stefano Polizzotto e al capo di gabinetto Maria Mezzapelle, fa riferimento al fatto che il Comune di Modica è tra i primi comuni siciliani che hanno fatto ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale secondo il decreto legge 174 del 2012. Il piano di riequilibrio inoltre, approvato dal Consiglio in data 30 dicembre 2012, è attualmente all’esame della Corte dei Conti ma già in fase operativa sin dal 1 gennaio 2013.

“Nel contesto del Piano – scrive il Primo Cittadino –  è prevista una drastica riduzione delle spese, tra cui quelle per le società comunali, che già negli anni passati sono state oggetto di una profonda ristrutturazione, sia al fine di adeguarle alle nuove previsioni normative sia al fine di ridurne i costi di gestione e il peso a carico del bilancio comunale.”

Si legge ancora che con la società ‘Servizi per Modica’ il Comune ha mantenuto contratti per la gestione di servizi strumentali come scuolabus, pulizie del Comune e del Palazzo di Giustizia, gestione depuratori, servizi polivalenti, il cui costo (nel contesto del Piano di riequilibrio) è stato ridotto da 3,6 milioni di euro del 2012 a 2,2, milioni di euro di quest’anno.    

“Questo stato di cose – conclude – comporta inevitabilmente gravi ripercussioni sull’occupazione del personale dipendente dalla società, giacché solo per gli addetti al servizio scuolabus è possibile ricorrere ad ammortizzatori sociali ordinari. Per tutti gli altri, circa 86 unità,  è necessario individuare soluzioni alternative.”

 

 

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