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MEGLIO DI COSI NON POTEVAMO FARE. ABBIAMO LAVORATO PER GLI INTERESSI DEL TERRITORIO


Conferenza stampa indetta dal Consiglio del Consorzio universitario di Ragusa per fare il punto sulla situazione attuale e in particolar modo per spiegare i disagi in cui versa l’università iblea. L’On. Battaglia, in veste di presidente del Consorzio, spiega Il motivo che ha portato a spostare l’inizio delle lezioni al secondo semestre ciò  che non è legato al Consorzio, ma alla protesta sulla riforma universitaria che era in corso nei mesi precedenti. Molti ricercatori hanno aderito agli scioperi astenendosi dalle lezioni Ricordiamo che nelle sedi staccate come Ragusa le lezioni, molto spesso, sono affidate ai ricercatori. La facoltà di Lingue di Ragusa ha chiesto ai professori se volevano restare ad insegnare in questa sede (la conferma è stata data solo da otto), e quindi chi ha seguito le lezioni di questi insegnamenti non ha risentito del disagio. In una lettera del direttore amministrativo dell’ateneo catanese è stato fatto notare al preside della facoltà di Lingue il ritardo del bando per la copertura degli insegnanti la cui scadenza era fissata per il 22-11-2010, mentre per ciò che concerne l’assunzione dei collaboratori ed esperti linguistici con la relativa copertura finanziaria si è deliberato il 20-10-2010 ma è stato approvato dal consiglio di amministrazione il 26-11-2010 per emanare infine il bando il 7-12-2010 con scadenza il 27-12-2010.

L’attesa della nomina dei professori ha ritardato ulteriormente le lezioni. Ricordiamo che le facoltà di Catania con le lauree Magistrali ha iniziato tutte le lezioni il primo dicembre. Ci si sta muovendo per far si che la facoltà di Lingue di Catania sia interamente trasferita a Ragusa. Le facoltà siciliane  non hanno avuto una vera è propria riforma dall’Unità di Italia. Si continua a parlare di IV polo universitario, ma il triennio precedente confermava il divieto di istituire nuove università fino al 2008 anno in doveva essere emanato un nuovo decreto con cui, come primo obiettivo, togliere questa restrizione. Si è cercata un’intesa tra l’Università di Ragusa, di Siracusa e di Enna, il cui comitato promotore era formato dai presidenti delle Provincie e dai sindaci delle tre Città in questione. Questa intesa preliminare per il potenziamento del sistema universitario siciliano prevedeva che la Regione si impegnasse per almeno nove anni a cofinanziare  il nuovo Polo il quarto in Sicilia con le tre sedi universitarie. In sede ministeriale, quando si doveva discutere questo punto veniva data priorità ad altri punti ed in questo modo il decreto non è stato ancora emanato. Più volte è stato sollecitato di ripristinare il tavolo per discutere il punto, ma il problema non è stato mai affrontato. La facoltà di Enna, che inizialmente sembrava essere d’accordo alla creazione del IV polo, si ritira ma  continua ad avere i finanziamenti dalla Regione che sono previste  per le facoltà pubbliche.

Riepilogando quindi- ha continuato il sen.Battaglia-  le critiche che sono state mosse al Consorzio sulle mancate lezioni del primo semestre e sulla non attuazione del IV polo universitario, come si evince  sopra, non è colpa del Consorzio stesso. Quest’ultimo oggi i sta cercando di: garantire l’incremento universitario, risolvere il contenzioso, garantire la presenza di tre master postuniversitari, sta lavorando per la ricerca costituendo il Distretto tecnologico dell’energia che concorrerà al finanziamento di PON per 60 ricercatori, sta investendo sulla didattica e sta attuando una indagine sul grado di soddisfazione degli utenti, si sta muovendo per creare due laboratori di lingue con la capienza di centoventi postazioni, si sta creando un nuovo sito web del Consorzio alla avanguardia, la creazione di due case dello studente di cui una è stata già individuata e l’altra è in fase di individuazione dei siti e sono stati stabilizzati i dipendenti  Insomma meglio di così non si poteva fare hanno sostanzialmente detto i Componenti del Consiglio di Amministrazione del Consorzio che lo ricordiamo sono decaduti avendo esaurito il tempo di vigenza della loro nomina.