MARCIA PER IL LAVORO, MASSICCIA LA PARTECIPAZIONE DI UNIFIDI IMPRESE SICILIA

Unifidi Imprese Sicilia, la Cna regionale e le Cna provinciali in prima fila assieme alle migliaia di artigiani, commercianti, agricoltori e alle altre associazioni di categoria che li rappresentano a Palermo per chiedere con un’unica voce un sostegno concreto per il lavoro in Sicilia. E’ accaduto lo scorso 1 marzo.

“Sostenere le imprese è la nostra mission e anche giovedì abbiamo voluto marciare al fianco delle imprese siciliane in un momento per loro di grave difficoltà e chiedere assieme a loro un cambio di rotta alla politica regionale dalla quale si sentono totalmente trascurate – ha commentato Giovanni Scollo, direttore generale di Unifidi Imprese Sicilia, il consorzio di garanzia fidi promosso dalla Confederazione nazionale artigiani –Al fine di assicurare una massiccia presenza di tutti i dipendenti e aderire in toto alla manifestazione, l’intera struttura Unifidi è rimasta chiusa in tutta la Sicilia per chiedere con decisione assieme alle imprese che rappresenta e non un sostegno reale alla produttività, allo sviluppo infrastrutturale, e soprattutto, in questa fase economica così critica, delle misure finanziarie che ci aiutino a ridare fiato alle nostre imprese davvero in grosse difficoltà”.

La Marcia per il lavoro, promossa da Cna, Confcommercio Sicilia, Confindustria, Confesercenti, Confartigianato, Cia, Confagricoltura, Confapi, Casartigiani Claai, Confcooperative, Legacoop, Unicoop, è stato un momento di unione di intenti di tutti i settori produttivi siciliani, che hanno marciato per le vie di Palermo chiedendo lavoro, sviluppo, tassazioni eque, un futuro. “Stiamo protestando perché ci sentiamo abbandonati – ha commentato Pietro Speranza, presidente di Unifidi Imprese Sicilia – Si parla tanto di imprese in situazioni critiche, di banche che non erogano, di difficoltà di accesso al credito per le imprese, ancora una volta ci troviamo a chiedere degli strumenti finanziari per i confidi che permettano alle imprese di riprendere fiato. Chiediamo il pagamento dei contributi relativi all’abbattimento degli interessi. Chiediamo sostegno per dare sostegno attraverso la patrimonializzazione dei Confidi. E’ la Sicilia produttiva quella che si sta vessando; è la Sicilia che lavora nonostante tutte le difficoltà quella che si sta trovando a vivere una  realtà  mortificante – ha proseguito Pietro Speranza – e che viene abbandonata a se stessa.  Quella Sicilia a Palermo chiedeva aiuto, chiedeva allo Stato di non pesare ulteriormente su spalle già piegate dalla fatica e alla politica regionale chiedeva uno moto d’orgoglio, uno scatto di dignità e progetti concreti per sviluppare la Sicilia”.

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