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“Mamma, ho bisogno di soldi”: allarme truffa su WhatsApp, rubati gli account di familiari e amici
29 Ago 2026 11:43
Un messaggio su WhatsApp, apparentemente innocuo e proveniente da una persona conosciuta, può trasformarsi in una trappola. A lanciare l’ennesimo allarme contro le truffe online è la Polizia Postale, che ha richiamato l’attenzione sui tentativi di raggiro realizzati attraverso account WhatsApp sottratti o compromessi.
Il meccanismo è semplice quanto insidioso: sul telefono arriva un messaggio che sembra provenire da un familiare o da un amico e contiene una richiesta urgente di denaro. Può trattarsi di un bonifico, di una ricarica telefonica o di un altro pagamento motivato da una presunta situazione di emergenza. Proprio la familiarità del mittente spinge la vittima ad abbassare la guardia.
La truffa parte da un contatto conosciuto
Uno degli aspetti più pericolosi di questa frode è proprio la credibilità del messaggio. Il numero visualizzato sullo schermo appartiene infatti a una persona realmente presente nella rubrica, ma dietro quell’account potrebbe esserci un truffatore.
Gli account WhatsApp possono essere compromessi attraverso tecniche che puntano a ottenere i codici di verifica o altre informazioni necessarie per prenderne il controllo. Una volta entrati in possesso dell’account, i criminali possono utilizzarlo per contattare familiari, amici e conoscenti della vittima, sfruttando la fiducia che normalmente esiste tra loro.
“Ho bisogno di soldi”: la richiesta arriva con urgenza
Il copione della truffa fa spesso leva sull’emotività. Il messaggio può raccontare di un problema improvviso, di una necessità urgente o di una situazione che richiede un pagamento immediato.
La pressione psicologica è parte integrante del raggiro: più la vittima viene spinta ad agire rapidamente, meno tempo avrà per verificare se la richiesta sia autentica.
Prima di effettuare qualsiasi pagamento è quindi fondamentale contattare direttamente la persona che sembra aver inviato il messaggio, utilizzando un canale diverso da quello attraverso il quale è arrivata la richiesta. Una semplice telefonata può bastare a smascherare il tentativo di truffa.
Attenzione ai link: possono rubare dati e credenziali
Un ulteriore rischio è rappresentato dai link contenuti nei messaggi. La Polizia Postale invita a prestare particolare attenzione ai collegamenti che indirizzano verso pagine esterne a WhatsApp.
I siti fraudolenti possono essere costruiti per imitare servizi conosciuti e convincere l’utente a inserire dati personali, credenziali o codici di verifica. Informazioni che, nelle mani dei criminali, possono consentire di prendere il controllo dell’account e utilizzarlo per nuove truffe.
Per questo motivo non bisogna inserire dati personali, password o credenziali nelle pagine raggiunte attraverso link ricevuti tramite messaggi sospetti.
Mai condividere codici, PIN e password
La regola più importante è non comunicare mai a nessuno i codici di verifica, i PIN, le password o altre credenziali personali. Il principio vale anche quando la richiesta sembra provenire da una persona di fiducia.
Di fronte a un messaggio anomalo, soprattutto se contiene una richiesta di denaro accompagnata dall’invito ad agire immediatamente, è necessario fermarsi e verificare. Non bisogna lasciarsi convincere dalla foto del profilo, dal nome del contatto o dal fatto che il numero sia già presente nella propria rubrica.
Come difendersi dalla truffa su WhatsApp
La prudenza resta la prima forma di difesa. Prima di effettuare un pagamento richiesto via WhatsApp è sempre opportuno verificare personalmente con il presunto mittente che sia realmente lui a chiedere il denaro.
Allo stesso modo, è importante non cliccare sui link sospetti e non fornire mai codici di verifica o credenziali. Anche un singolo codice può diventare la chiave per consentire ai truffatori di impossessarsi dell’account e utilizzarlo per colpire altre persone.
L’avvertimento della Polizia Postale punta quindi su un principio semplice: se arriva una richiesta urgente di denaro da un familiare o da un amico via WhatsApp, non fidarsi ciecamente del messaggio. Prima verificare, poi eventualmente agire.
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