Riparte martedì 7 aprile “Salute a Bordo”, la campagna itinerante di screening promossa dall’ASP di Ragusa con l’obiettivo di avvicinare i servizi di prevenzione ai cittadini dei dodici comuni iblei. Dopo il successo registrato lo scorso dicembre, l’iniziativa torna sulle strade del territorio con un motorhome attrezzato che porterà informazione, esami e servizi direttamente nelle […]
MA CHE E-MAIL. MEGLIO LA FUGA DI NOTIZIE!
18 Apr 2010 15:18
La decisione della Camera Penale degli avvocati di Modica di censurare l’iniziativa della Procura della Repubblica di far conoscere agli organi di stampa atti non secretati di un procedimento penale in corso, il così detto “Modica Bene” che riguarda 19 persone accusate fra l’altro di riciclaggio di denaro e concussione, per quanto ci riguarda va rispettata come una delibera autonoma degli avvocati che hanno visto in questo atto una “esagerazione” in quanto mai, a memoria d’uomo a Modica, ma nemmeno a Ragusa era successa una cosa del genere. Agli avvocati voglio dire che anch’io ho provato sofferenza nel leggere quei nomi molti dei quali sono stati e sono miei amici che io ho rispettato e rispetterò ancora. Ma quì, se permettete il problema è un altro. Con la pubblicazione, che non era obbligatoria, peraltro, tutti siamo stati messi sullo stesso piano nella conoscenza della notizia. C’è chi non l’ha voluto pubblicare, chi ne ha prelevato stralci e chi, come noi, l’ha pubblicata senza omissioni, senza commenti, senza distorcere un solo rigo o una sola parola di quanto scritto dal Procuratore; chi poteva, o doveva o dovrà fare le opportune considerazioni per noi avrà tutto lo spazio per poterlo fare ad una sola condizione: che il processo non si faccia sul nostro giornale ma nella sua sede naturale che è il Tribunale. C’è di più: ma davvero pensano gli avvocati che la “notizia” sarebbe passata inosservata? che nessuno ne avrebbe parlato? Ma via non siamo così ingenui! La notizia sarebbe stata pubblicata da chi poteva averla sotto banco, come fuga di notizia, da chi aveva interesse a farla sapere, magari con tutte le imprecisioni e le imperfezioini che in questo caso, pur essendo un atto non secretato, potevano esserci. Il Procuratore a cui personalmente sono grato, ha scelto un’altra strada. La notizia è questa: tutti devono averla con chiarezza, sensa “compariati”, ammiccamenti, ma alla luce del sole, tutti potranno pubblicarla se vogliono, tutti potranno fare dei commenti se lo vogliono. Più chiaro di così si muore! Se tutti i Procuratori facessero così quanti misteri si chiarirebbero, quante cose sbagliate eviteremmo. E’ per questo che noi abbiamo deciso di pubblicare la notizia nella sua interezza e linearità, magari con le lacrime agli occhi trattandosi di nostri amici, ma lo dovevamo fare: anzitutto per rispetto ai nostri lettori. (Franco Portelli)
© Riproduzione riservata