LOTTA CONTINUA ALLA PESCA ABUSIVA DA PARTE DEI MILITARI DELLA CAPITANERIA DI PORTO DI POZZALLO

Da Porto Ulisse a Marina di Ragusa, i militari della Capitaneria di porto di Pozzallo hanno imposto l’alt ad una vera  flotta di barche da pesca abusive. Oltre venti le imbarcazioni fermate. In gran parte provenienti da Catania. Con a bordo uomini senza scrupoli. Attrezzati di tutto punto avevano messo a setaccio l’intero litorale ibleo. Un vero attentato alla natura e all’ecosistema marino. Un furto pubblico in piena regola, consumato anche a danno di quanti vanno per mare per lavorare onestamente, nel rispetto della normativa vigente. I numeri relativi all’operazione portata a termine sono semplicemente allarmanti. I militari hanno posto sotto sequestro 20 barche, 20 motori marini, 300 kg. di pescato, migliaia di metri di reti. Ed elevato pesanti sanzioni amministrative.

Gli “abusivi” erano entrati in azione di buon mattino. Gli uomini della Guardia costiera avevano già predisposto adeguato servizio. Il loro intervento è stato provvidenziale. Oltre seimila metri le reti utilizzate. Piazzate a trenta, quaranta metri dalla spiaggia, per una vera razzia. In barba alle disposizioni della Capitaneria e all’ordinanza relativa alla nuova stagione estiva già in vigore. Operazione selvaggia senza precedenti. Così l’hanno definita dalla Capitaneria.

“Nonostante gli interventi dei giorni scorsi – dice il comandante Andrea Tassara – il fenomeno della pesca abusiva non accenna a regredire. La nostra azione al riguardo sarà severa e intransigente. A parte il mancato rispetto delle norme che disciplinano la pesca, il danno provocato all’ambiente marino è di una gravità assoluta. Dal punto di vista economico il pescatore abusivo commette inoltre un gravissimo atto illecito, rendendosi responsabile di concorrenza sleale nei confronti dei pescatori che vivono di lavoro onesto e rispettano le regole della civile convivenza. Anche rispetto a questa realtà sociale saremo intransigenti e continueremo a portare avanti azioni di contrasto e di controllo per far prevalere il principio dell’interesse generale rispetto ad interessi particolari vietati dalla legge”.

Probabilmente, osserviamo, sul fenomeno incide in qualche modo la grave crisi economica che attanaglia tutte le categorie di lavoratori. “Forse si tratta anche di questo – precisa il comandante – ma rispetto al danno provocato e alla grave violazione di legge, non c’è alibi che tenga. Sconsigliamo pertanto, a chi immagina di poterla fare franca, di venire dalle nostre parti a pescare abusivamente, perché continueremo a presidiare l’intero litorale di nostra competenza con controlli  h24”.

                                       

 

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