Loculi interdetti al cimitero di Modica: bocche cucite sul vertice di ieri, siamo appena all’inizio

Dopo anni di segnalazioni e attese, la pratica sul cimitero di Modica rientra formalmente nell’agenda istituzionale, ma le decisioni, i finanziamenti e i cantieri restano ancora un miraggio piuttosto lontano.

La vicenda della “Cooperativa G. Di Vittorio” e di tante altre aree inagibili del cimitero di Modica è passata dall’indignazione civile al confronto istituzionale. Segnali concreti che qualcosa si muove, ma per ora ancora nessun atto che impegni risorse o apra cantieri. La situazione è tanto grave quanto complessa e non sarà facile venirne a capo.

Fiumi di inchiostro sono stati utilizzati per affrontare la vicenda che ad oggi risulta ancora molto intricata. Da anni si evidenzia che non si tratta di strutture comunali, ma private, che si intestano ai sodalizi, la cui gestione da parte delle confraternite è stata fallimentare. Esaurita la vendita dei loculi non ci sono stati più i fondi per le manutenzioni.

L’ente non è in possesso dei registri dei possessori dei loculi. Queste strutture si ammalorano con cedimenti di solai e l’ente deve intervenire per evitare danni alle persone e garantire l’incolumità pubblica. Si sono fatte decine di riunioni per fare in modo che i privati intervenissero. La cooperativa Circolo Di Vittorio ha chiuso l’attività donando i beni alla CGIL, ma non ha donato la parte della confraternita che fa capo ai loculi cimiteriali. Ci si trova di fronte ad un Circolo non c’è più e ne è scaturita una controversia tutta di natura privata. 

Ieri lo studioso Piergiorgio Barone ha parlato di giornata storica per la città annunciando che il vescovo di Noto, Salvatore Rumeo, raccogliendo la sua richiesta ha promesso di occuparsi della questione.

“A poco più di otto mesi dalla mia “Lettera Aperta al Vescovo di Noto” mons. Salvatore Rumeo, in cui a nome di migliaia di cittadini modicani che non possono né commemorare, né onorare con un fiore in propri cari reclusi, per pericolo di crollo, nella Colombaia del Circolo Di Vittorio da tredici anni, FINALMENTE OGGI 22 OTTOBRE 2025, la massima autorità religiosa diocesana, appunto, il vescovo mons. Rumeo, quella cittadina, ovvero la sindaca Maria Monisteri e quella statale, cioè il Prefetto di Ragusa dr. Giuseppe Ranieri, in un vertice a tre, discuteranno delle problematiche relative alla “Di Vittorio” e ad altre situazioni di pericolo di crollo con attuale transennamento” aveva annunciato ieri Barone.

Il comitato spontaneo che sta nascendo annuncia l’intenzione di fare eventuale e ulteriore pressione nei confronti di chi deve intervenire perché il problema riguarda migliaia di loculi e ricordiamo che era stata preannunciata qualche giorno fa anche l’intenzione di organizzare una manifestazione di protesta in occasione della diretta Rai dal duomo di San Pietro della Santa Messa che sarà officiata il 2 novembre proprio dal Vescovo Mons. Rumeo. Purtroppo ci si è accorti troppo tardi che nelle condizioni della cooperativa del circolo di Vittorio, da almeno 3 anni a questa parte ci sono altre sei Colombaie come la San Francesco, la San Paolo, Il Santissimo Salvatore, la Società Carlo Papa e altre.

Sul vertice di ieri al momento, bocche cucite, dal Comune, dal Vescovado, dalla Prefettura, a dimostrazione che è troppo presto per capire come muoversi e che la situazione è complessa e grave. Siamo appena all’inizio, servirà un nuovo incontro che sarà fissato a giorni, queste le uniche notizie che sono trapelate al momento dai diretti interessati. La speranza è che le promesse si traducano in fatti.

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