L’ombra delle mazzette sul porticciolo di Donnalucata e sul ripascimento della spiaggia di Spinasanta

Un porticciolo storico e civettuolo, fondamentale per la piccola marineria e per il diportismo nautico. Un porticciolo che, per la propria collocazione sulla costa iblea e sud-orientale dell’isola e per un gioco di correnti marine, viene “invaso” da tonnellate di alghe miste a sabbia le quali puntualmente fanno da impedimento al flusso in ingresso ed in uscita dallo scalo di alaggio. Per rimuoverle e per consegnare alla libera fruizione la praticabilità si interviene periodicamente con lavori di dragaggio. Il maxi intervento di 600 mila euro, realizzato la scorsa estate, era atteso da tempo: lo si inseguiva come la panacea della funzionalità della struttura. Dapprima assegnato, poi perso e successivamente riacciuffato per la gioia di addetti ai lavori e non, per la speranza verso un futuro migliore per l’infrastruttura. A seguirne l’appalto il Servizio regionale n.6 quello dedicato alle infrastrutture marittime e portuali, quello finito sul tavolo della magistratura palermitana per una presunta mazzetta di ottomila euro che sarebbe stata consegnata al dirigente regionale del servizio Giancarlo Teresi, responsabile unico del procedimento (Rup) delle procedure per i lavori urgenti di manutenzione straordinaria dei fondali del porto di Donnalucata e del ripascimento della spiaggia di Spinasanta ad est fra Donnalucata e Cava d’Aliga, finito in arresto. Una mazzetta che sarebbe stata consegnata in due tranches (una di 5mila euro ed una di 3mila euro) dopo l’affidamento diretto alla ditta incaricata ed esecutrice dei lavori, l’An.Sa. Ambiente. Fra procedure amministrative di affidamento diretto dubbie, fra sollecitazioni alla liquidazione dei pagamenti in favore della ditta affidataria delle opere di dragaggio e ripascimento, fra “bustarelle” quell’intervento atteso ed inseguito da tempo è finito sulla cronaca. E dire che anni fa l’ex Provincia regionale di Ragusa, oggi Libero Consorzio comunale avevaacquistato, proprio per il dragaggio puntuale del porticciolo di Donnalucata, un’apposita draga costata un bel po’ di somme, messa in uso a singhiozzo.

L’appello del sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna.

Ammatuna entra a gamba tesa sulla questione dragaggio. “Da due anni gli uffici regionali bloccano il dragaggio del porto turistico di Pozzallo che è già dotato di un finanziamento per più di 1 milione di euro, con una ditta già affidataria dei lavori e con una draga pronta nella banchina commerciale portuale ancora ferma – commenta il primo cittadino – per colpa di una burocrazia asfissiante si rallentano i lavori del dragaggio del porto turistico Pozzallo, il porto piccolo del quale la marineria locale ne chiede la completa funzionalità”.

Il presunto sistema corruttivo.

Sarebbe legato agli appalti pubblici e aggravato dall’agevolazione a Cosa Nostra ed è al centro di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo che ha portato all’arresto dell’imprenditore di Favara Carmelo Vetro e del dirigente regionale Giancarlo Teresi, in servizio all’Assessorato alle infrastrutture della Regione Siciliana. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Vito Di Giorgio, ipotizza un patto corruttivo tra l’imprenditore e il dirigente pubblico per ottenere appalti in cambio di tangenti e favori. Secondo gli investigatori della Squadra Mobile e della Dia di Trapani, con il supporto della Sisco di Palermo, il sistema avrebbe riguardato lavori pubblici legati a infrastrutture portuali e interventi contro l’erosione costiera nell’isola: dal porto di Marinella di Selinunte a quello di Terrasini ed a quello di Donnalucata oltre alla spiaggia di Spinasanta in territorio di Scicli.

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