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L’ITALIA E L’ECONOMIA


In tutti gli Stati del mondo le questioni economiche,d’ordine generale,sono affrontate dagli economisti, similarmente al fatto che le costruzioni sono progettate dagli ingegneri. In Italia, viceversa i tuttologi, specie giornalistici, e funzionari di partito, ritengono che il loro pontificare in televisione possa contribuire a risolvere i problemi. La verità è ben diversa. Da mesi Lega Italica segnala il fatto che la mancanza di veri insegnamenti di politica economica “reale” ha determinato il “laisser passer” a favore della sola politica monetaria, col bel risultato, come più volte sottolineato,di favorire le banche temporaneamente, incentivando la politica dei “pezzi di carta”. Finita la festa finanziaria,si constata la cruda realtà, rappresentata dal restringimento continuo dell’economia italiana, alla quale non sembra nessuno capace di porre  rimedio, men che meno i tuttologi che continuamente vanno in televisione per ripetere le sterili  constatazioni della crisi. D’altra parte, la logica corrente impone che i Partiti, timorosi di vedersi sottrarre il Potere,non consultano nessuno che possa costituire la canalizzazione dei rimedi ai problemi, se tali suggerimenti provengono dalla società, dalle categorie professionali, specie quelle economiche. Il Presidente Napolitano, conscio di tali fatti, cerca in tutti i modi di stimolare il Governo,  perchè si rende conto che questo è condizionato da troppi “competitors”, interni ed esteri.  Lega Italica pertanto, confidando nella grande “arte di governo” che ispira l’on. Presidente della Repubblica, si augura, nell’interesse nazionale, di poter essere chiamata a far conoscere i programmi elaborati, per quel rilancio nazionale da tutti atteso e necessario per la crescita effettiva, economica e culturale.