“L’ingegnere di Babele” riapre i cantieri culturali: Comiso omaggia Bufalino

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A Comiso si riaccendono i riflettori sulla cultura con la nuova edizione del festival “L’ingegnere di Babele”, che anche nel 2026 conferma il suo ruolo centrale nel panorama degli eventi dedicati alla memoria e alla riscoperta dell’opera di Gesualdo Bufalino.

La manifestazione, promossa dalla Fondazione a lui intitolata, ha inaugurato la sesta edizione nel Loggiato della sede di piazza delle Erbe, con una serata partecipata che segna simbolicamente anche il trentennale della scomparsa dello scrittore comisano. Un anniversario che rafforza il valore culturale e identitario del festival, pensato come spazio di dialogo tra letteratura, arti performative e linguaggi contemporanei.

Ad aprire l’iniziativa è stato il presidente della Fondazione Gesualdo Bufalino, Giuseppe Digiacomo, che ha sottolineato la volontà di mantenere vivo il prestigio dell’autore, valorizzandone l’eredità letteraria e ampliandone la portata oltre i confini locali. L’obiettivo è quello di rendere Bufalino un autore ancora pienamente contemporaneo, capace di dialogare con le nuove forme artistiche e con il pubblico di oggi.

La serata inaugurale ha visto come primo evento lo spettacolo “R4cconti”, una lettura-concerto firmata da Giovanni Arezzo e Giorgia Faraone. La performance ha proposto un’interpretazione essenziale e innovativa dei testi di Bufalino, affidata alla voce narrante e a un impianto sonoro elettronico costruito dal vivo, tra synth, loop e improvvisazione. Un dispositivo scenico che ha trasformato la parola letteraria in esperienza immersiva, sospesa tra teatro e musica.

Parallelamente all’apertura del festival, è stata inaugurata anche la mostra di Giampiero Nanni “Quadri per un’esposizione… Qualcuno, per favore, me li dipinge?”, progetto ispirato a un’idea dello stesso Bufalino del 1987. L’artista ha reinterpretato in chiave visiva le suggestioni letterarie dello scrittore, trasformando i titoli immaginari in opere che non illustrano, ma amplificano l’ambiguità e la forza evocativa del testo.

Il programma del festival prosegue nei prossimi giorni con un calendario che intreccia musica, teatro e arti visive, confermando la vocazione multidisciplinare della rassegna. Tra gli appuntamenti più attesi figurano il concerto di Giovanni Caccamo insieme alla Sicily Orchestra, il monologo “Il Dio bambino” con Fabio Troiano e le esibizioni jazz che vedranno protagonisti anche il trombettista Fabrizio Bosso e il Giovanni Digiacomo Quartet.

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