con la presente vorrei complimentarmi col dr Sandro Tumino, che nella sua rubrica “Sfigmo e Fonendo” tratta l’argomento Medicina Complementare. Da medico preparato e attento il dr Tumino non si lascia sfuggire le novità riguardanti la sua materia e le fa conoscere al pubblico. Ma, visto che uno dei tanti nominativi della Medicina Complementare è quello di “Medicina Integrata”, se mi permette, da psicoterapeuta che si interessa da anni dell’integrazione della Psicoterapia con la Medicina, vorrei integrare qualche notizia che potrebbe essere utile all’utenza. Uno degli assunti di base della medicina tradizionale, o allopatica, è che di solito la malattia ha una causa esterna, e che il trattamento consiste nel rimuovere questa causa, utilizzando i farmaci o la chirurgia. La Medicina Comportamentale è una nuova disciplina scientifica che si pone tra la scienza medica e quella psicologica. Essa studia che tipo di effetti hanno i fattori psicologici e i modi in cui pensiamo e ci comportiamo sulla nostra salute. Da questa prospettiva, i malati diventano partecipanti attivi del loro processo di guarigione, e non solo recettori passivi di cure e consigli. Negli Stati Uniti, in molte cliniche e ospedali sono stati aperte numerose divisioni di Medicina Comportamentale, dove, oltre alle tradizionali cure mediche e psicologiche, vengono utilizzate delle tecniche non convenzionali. Questo perchè negli ultimi trenta anni, la ricerca ha confermato che i fattori psicologici possono influenzare notevolmente la fisiologia del corpo umano. Nel 1981 è nata ufficialmente laPsiconeuroimmunologia, che più tardi sarebbe stata chiamata Psiconeuroendocrinoimmunologia, o più semplicemente PNEI.
Questa scienza studia le connessioni tra mente ed emozioni, tra il sistema nervoso centrale, quello autonomo, quello endocrino e il sistema immunitario. Se proviamo a cercare, tra le cause di morte nel nostro pianeta, non troveremo quasi mai la parola Stress. In realtà, molte ricerche mettono in relazione lo stress con le malattie cardiache e l’ictus, due delle patologie più letali.In altri studi è stata evidenziata l’influenza dello stress sul cancro e le malattie respiratoire croniche. Lo stress inoltre può aggravare delle malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla o l’artrite reumatoide. E’ inoltre corresponsabile di disturbi quali depressione e ansia.
Una gran parte degli sforzi attuali della PNEI è volta a di studiare lo stress e il suo impatto sulla salute dell’uomo. Allo scopo di ridurne gli effetti nocivi, la Medicina Comportamentale si avvale di strumenti quali la visualizzazione guidata, la meditazione, svincolata da influenze religiose, il training autogeno e l’autoipnosi, tutte tecniche volte a modificare il vissuto delle persone e a renderle molto più rilassate. Anche in Italia, da alcuni anni, si assiste alla integrazione di tecniche non convenzionali in vari ospedali e servizi territoriali (Perugia, Bologna,Terni).
Il secondo Convegno Internazionale della SIPNEI, la Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia, che si svolgerà ad ottobre a Orvieto, sarà incentrato proprio sullo stress.
Per concludere, non mi resta che auspicare che nel prossimo futuro si possa ridurre una quota di stress nelle nostre vite. E quella che rimane, imparare a gestirla secondo le modalità suggerite dalla Medicina Comportamentale.
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