LE REALI CONDIZIONI DELL’UNIVERSITÀ A RAGUSA


Una sala stracolma di gente in occasione delle visita a Ragusa del segretario nazionale della CGIL Susanna Camusso: riforma del fisco e situazione attuale del lavoro al centro di tutto il dibattito ma anche corruzione e i continui tagli alla cultura e allo sviluppo tecnico.

In questo immenso calderone tipicamente italiano spicca l’intervento di Davide Guastella, ventitreenne vittoriose studente della facoltà di giurisprudenza che si ritiene fortunato «per aver avuto la possibilità di studiare e concludere i suoi studi a Ragusa».

«Tanti studenti come me stanno riuscendo a concludere i loro studi solo grazie a questa realtà – afferma Guastella –  e molto probabilmente, senza l’opportunità di poter studiare a Ragusa, le nostre famiglie non sarebbero state in grado di garantirci gli studi in altra sede. Sono fortemente preoccupato perché nel silenzio più assordante dei media e della politica stiamo giungendo allo smantellamento di quella che era una concretezza fondamentale. La liquidazione della realtà universitaria a Ragusa è il paradigma del fallimento e della miopia di tutta la classe politica provinciale.

L’illustre consorzio di onorevoli e senatori che doveva salvare e rilanciare l’università ha fallito. Le responsabilità sono bipartisan, da quelle del pregiudicato Peppe Drago a Mauro, passando per Gianni Battaglia e Iano Gurrieri (PD) per finire a Leontini (PDL)».

Intanto la nostra amministrazione continua a parlare di Quarto Polo.

Guastella precisa: «per decreto ministeriale fino al 2012 non si possono istituire poli universitari pubblici in Italia e dopo il 2012 è tutto da vedere; la cosa certa è che c’è il niet dell’università di Catania».

 

 

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