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Le intimidazioni a Vittoria: parla il sindaco Aiello “Clima che impone attenzione”. Solidarietà da Fratelli d’Italia e Partito Democratico
02 Gen 2026 20:36
“Bisogna essere attenti e guardinghi. Sono episodi imbarazzanti, preoccupanti. Ma io sono sereno e fiducioso nel lavoro delle forze dell’ordine”. Il sindaco di Vittoria Francesco Aiello commenta così, rispondendo a Ragusaoggi.it, i due episodi che, nei giorni scorsi, hanno creato un certo allarme in città.
La bomba molotov sul tetto di un edificio che in passato era appartenuto a Raffaele Giudice, ma ora è stato acquisito definitivamente al patrimonio del Comune e le frasi offensive rivolte contro di lui da un uomo all’interno di un Suv sono due episodi distinti, che probabilmente non hanno nessun collegamento tra loro. Ma la coincidenza temporale crea preoccupazione e fa ritenere che comunque un collegamento potrebbe esserci.
Entrambi sono comunque sintomo di un clima non sereno. Qualcosa in città si muove. E le indagini delle forze dell’ordine (sulla bomba molotov indagano i carabinieri, mentre l’episodio delle minacce è stato denunciato alla Polizia) potrebbe fare chiarezza per capire chi e cosa si muove dietro questi episodi.
“Attendiamo l’esito e lo sviluppo delle indagini – aggiunge Aiello – Non c’è nulla di eccezionale, ma bisogna comunque stare attenti. Vedremo nei prossimi giorni quale potrà essere l’evolversi della situazione”.
Sull’episodio in piazza del Popolo (le frasi pesanti rivolte contro il sindaco da un uomo all’interno di un suv nero) potrebbero essere determinanti le testimonianze dello stesso sindaco e delle persone presenti: l’episodio si è verificato in pieno giorno e anche le immagini delle telecamere della zona potrebbero aiutare le indagini. Il cerchio potrebbe stringersi anche attorno al suv nero e a coloro che hanno nella loro disponibilità un mezzo simile. L’episodio – anche se di minore entità poiché si tratterebbe solo di frasi ingiuriose – è comunque indice di un clima non sereno che si respira in città. E in questo senso diventa determinante capire se c’è un collegamento anche con l’incendio appiccato all’edificio che in passato era appartenuto a Raffaele Giudice. Costui, soprannominato “varecchina”, attualmente è in carcere a Roma. Personaggio di spicco nel mondo degli autostrasporti che ruota attorno al mercato ortofrutticolo, è stato coinvolto in alcune operazioni antimafia ed è ritenuto collegato ai clan criminali. Venti giorni fa è stato disposto nei suoi confronti il sequestro di beni per un valore di 20 milioni di euro. Il provvedimento della Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha sottratto alla disponibilità di Giudice beni, società, conti correnti e patrimoni a Roma, Catania e Vittoria.
La solidarietà ad Aiello da Fratelli d’Italia e dal Partito Democratico
Al sindaco è arrivata la solidarietà anche da Fratelli d’Italia, il partito-nemico di Aiello. Questa la nota del circolo cittadino del partito della Meloni attraverso il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia di Vittoria, Massimiliano Vindigni: “Fdi Vittoria esprime piena solidarietà al Sindaco Francesco Aiello, a seguito dei gravi e inquietanti episodi di intimidazione verificatisi negli ultimi giorni. Condanniamo con la massima fermezza gli episodi denunciati che assumono un significato ancor più allarmante alla luce dell’incendio doloso verificatosi in un immobile di recente acquisizione comunale, riconducibile a un soggetto noto alle forze dell’ordine. Questi atti rappresentano un chiaro tentativo di intimidazione non solo verso il Sindaco, ma verso tutta la comunità vittoriese. Esprimiamo piena fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, già al lavoro per accertare le dinamiche e ribadiamo la necessità di un impegno unitario per difendere la legalità”.
La nota del Partito Democratico
Solidarietà anche del Partito Democratico provinciale. Il segretario provinciale Angelo Curciullo e il deputato regionale Nello Dipasquale sono preoccupati: “Si tratta di fatti inquietanti che non possono e non devono essere sottovalutati – affermano i due esponenti del Pd – poiché ogni atto intimidatorio rivolto a un amministratore pubblico rappresenta un attacco non solo alla persona, ma alle istituzioni democratiche e alla libertà di azione di chi è chiamato a governare nell’interesse della collettività.”
E aggiungono: “Le istituzioni devono restare unite e ferme: nessuna intimidazione può fermare l’azione amministrativa improntata alla legalità, alla trasparenza e al rispetto delle regole. A Vittoria, come in tutto il territorio provinciale non può esserci spazio per la violenza o per tentativi di condizionamento”.
Aiello ha celebrato oggi, con una breve cerimonia, il 27° anniversario della strage del 2 gennaio 1999 (cosideetta “strage di san Basilio”), quando a Vittoria vennero uccise cinque persone, cadute nella faida tra i clan. Un commando entro in azione il 2 gennaio 1999 all’interno della stazione di servizio Esso, nel quartiere Celle, poco distante dall’ospedale. I colpi di arma da fuoco uccisero cinque persone, tre delle quali erano nel mirino dei killer e due probabilmente rimasero uccisi poichè si trovavano casualmente nello stesso posto. Nel mirino dei killer c’era Angelo Mirabella, in quel tempo esponente di spicco della Stidda e referente del clan. Mirabella si trovava insieme a Claudio Motta e Rosario Nobile. Bel bar c’erano anche Rosario Salerno e Salvatore Ottone, questi ultimi incensurati e probabilmente estranei alla faida dei clan.
Subito dopo il sindaco ha presieduto una breve riunione di Giunta e ha poi partecipato alla marcia e veglia per la pace, organizzata dalle parrocchie di Vittoria. La foto, tratta da VittoriaTV, si riferisce proprio a questa iniziativa.
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